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Euro 2022 femminile, la UEFA collaborerà con i Social Media per tutelare le donne

Euro 2022 femminile, la UEFA collaborerà con i Social Media per tutelare le donne - immagine 1
Euro 2021 ha lasciato il segno in Inghilterra dopo le offese e gli abusi razziali che sono stati costretti a subire Sancho, Rashford e Saka dopo gli errori dal dischetto in finale contro l'Italia.

Redazione Il Posticipo

Euro 2021 ha lasciato il segno in Inghilterra dopo le offese e gli abusi razziali che sono stati costretti a subire Sancho, Rashford e Saka dopo gli errori dal dischetto in finale contro l'Italia. E per questo, come riporta la BBC, la Uefa si è impegnata a collaborare con le piattaforme di social media per contrastare gli abusi online nell'ambito di una campagna di rispetto che inizierà quando inizierà Euro 2022 delle donne.

ABUSI

La UEFA ha affermato che monitorerà, riferirà e interverrà attivamente sui casi di abuso online. Il programma, denominato "Respect" includerà una campagna che evidenzierà gli effetti devastanti degli abusi online diretti a giocatori di calcio, allenatori e funzionari attraverso le piattaforme dei social media e li istruirà su come difendersi al meglio da tali abusi. Il progetto mira ad azioni concrete per prevenire comportamenti abusivi online e discriminazioni durante tutte le fasi finali dei tornei comprese le competizioni giovanili, femminili e maschili per i prossimi tre anni. Per garantire che i contenuti dannosi vengano rimossi, la Uefa sta lavorando direttamente con le principali piattaforme di social media come Twitter, Meta (Instagram e Facebook) e TikTok".

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ESPERIENZE

"Quando dici qualcosa sui social media, non ti rendi conto di quanto sia doloroso o delle conseguenze che può avere", ha detto il difensore di Francia e Lione Wendie Renard. Può lasciare un segno perché siamo tutti umani, tutti abbiamo emozioni". Dallo scorso giugno, fra l'altro, l'Inghilterra si è resa protagonista di una piccola rivoluzione dal punto di vista della prevenzione delle offese sui social. I leoni da tastiera sono stati messi in gabbia dopo che è stata introdotta una legge che condanna al divieto di assistere agli eventi sportivi a chi si rende responsabile di crimini d'odio. In questo senso si specifica: offese legate a razza, sessualità o religione. In precedenza questi provvedimenti potevano essere emessi solo per reati personali. Il divieto fra l'altro si può estendere sino a dieci anni.