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Euro 2020, lo scoglio da superare per l’Europa calcistica. Ecco due soluzioni per la Serie A, virus permettendo…

Calcio fermo causa Covid-19, che fare con titoli, retrocessioni e promozioni? Molto dipende dalle decisioni della UEFA, in particolare quella su Euro 2020, che può influire su due dei possibili scenari per concludere la Serie A 2019/20...

Redazione Il Posticipo

Calcio fermo causa Covid-19, che fare con titoli, retrocessioni e promozioni? Una questione che in un momento in cui il pallone non rotola per cause di forza maggiore coinvolge molti tifosi. In Germania si pensa di congelare la classifica, consegnando così il titolo al Bayern. In Inghilterra, come in Italia, l'eventualità non è considerata e il Liverpool rischia di non vincere la Premier League nonostante un vantaggio ormai quasi incolmabile. Ma lo stop va anche a colpire il sistema calcio dal punto di vista economico, con forti perdite a livello di diritti TV, sponsorizzazioni e quant'altro. Meglio dunque cercare un modo di salvare il salvabile, sportivamente e non.

EURO 2020 - La chiave di volta è la questione tempistiche. Ed il banco, in questo senso, è tutto in mano alla UEFA. Per Champions ed Europa League, dopo la sospensione appena decisa, si parla della possibilità futura di una final-eight a partita secca, una volta completati gli ottavi, in due nazioni diverse franche dal virus. Ma sia per le due competizioni che per l'Europeo, il problema è ampio. L'evoluzione del contagio è totalmente imprevedibile e tra qualche mese paesi attualmente molto colpiti potrebbero essersi ripresi, con altri invece in situazioni problematiche. Il che rende complicato prevedere la possibilità di giocare le coppe e il campionato europeo. La cui disputa rappresenta il punto focale anche per la Serie A.

FINALE TRADIZIONALE - In caso di rinvio di Euro 2020, ci sarebbe la possibilità di terminare il torneo più tardi, recuperando tutte le partite. Il tutto naturalmente previo un accordo con l'Assocalciatori, con cui i giocatori si rendano disponibili a continuare eccezionalmente fino all'estate, forse anche sforando il limite contrattuale del 30 giugno. Un finale di campionato tradizionale, anche se differito nel tempo e con la necessità di giocare più partite a settimana. Il che, però, permetterebbe di non creare polemiche per quello che riguarda assegnazione di titoli, retrocessioni e promozioni.

PLAYOFF A 8 - Ma se invece Ceferin dovesse insistere per giocare l'Europeo, magari spostandolo in paesi poco colpiti dal virus (e chissà quale saranno a giugno), quale potrebbe essere una soluzione che permetterebbe di riprendere il timone? Playoff e playout a otto squadre, ma in stile...Serie B, in modo da salvaguardare i risultati finora ottenuti. Partita secca in casa e due risultati su tre per la squadra piazzata meglio, che avanzerebbe anche in caso di pareggio. Il che renderebbe più semplice anche stilare la lista UEFA: le quattro semifinaliste in Champions League, tre delle perdenti in Europa League e la peggio piazzata delle eliminate resta fuori dall'Europa. Discorso simile per la lotta retrocessione, con le quattro vincenti del primo turno che si salverebbero direttamente, le due peggio piazzate delle sconfitte direttamente in B e finale playout tra le due squadre rimanenti. Una scelta che farebbe salvi due criteri all'apparenza inconciliabili: i risultati ottenuti nelle prime 26 giornate, ma anche la possibilità (seppur remota) che nei turni rimanenti tutto possa cambiare.

ACCORDO - Una decisione radicale, ma che permetterebbe di rimanere nei tempi originariamente previsti se non venisse cancellata la rassegna continentale. La formula è infatti smaltibile in tre settimane, con un turno ogni weekend. E anche ricominciando a giocare a inizio maggio, permettendo una mini-preparazione per riprendere la forma partita, si chiuderebbe a fine mese. Una scelta che potrebbe accontentare quasi tutti, anche se di certo ci sarebbe da mettere d'accordo parecchie visioni differenti, oltre a non penalizzare oltremodo chi dovesse trovarsi fuori sia dalla lotta al titolo che da quella per la salvezza. E poi, in ogni scenario, servirà un accordo con la UEFA, perchè non è detto che la federazione europea, in caso di superamento del contagio solo in alcuni paesi e in altri no, sia d'accordo a far terminare i campionati.

BUSINESS - Economicamente parlando, però, i playoff allargati sarebbero inoltre un'ancora di salvezza importante per il calcio inteso come business: le TV, di fronte alla perdita di moltissime partite, recupererebbero un finale di campionato mai visto e avvincente, che dal punto di vista dell'appeal mediatico renderebbe imperdibili tutti i match in questione. Dunque, un modo per cercare di perdere il meno possibile, da qualsiasi punto di vista. Per poi ripartire ad agosto come se nulla (o quasi) fosse. Un piccolo barlume di speranza in tempi calcisticamente complicati.