Espanyol, la retrocessione si avvicina e spuntano le minacce ai calciatori: “Barcellona è una città piccola…”

Essere tifosi dell’Espanyol a Barcellona è abbastanza complicato. Figurarsi poi se la squadra decide anche di regalare alla tifoseria la peggior stagione da quasi trent’anni a questa parte, con tanto di ultimo posto e alto rischio di retrocessione. Quindi gli animi si esacerbano e partono le minacce…

di Redazione Il Posticipo

Essere tifosi dell’Espanyol a Barcellona è abbastanza complicato. Non solo per i risultati, considerando che la bacheca del club biancoblù ha solo quattro Coppe del Re contro la miriade di titoli dei cugini del Barça. C’è anche una questione culturale, quasi politica. L’Espanyol (e il nome lo conferma) rappresenta la parte della città che si sente più spagnola che catalana, quella che al momento vive con preoccupazione le spinte indipendentiste. Poco da stare allegri, quindi. Figurarsi poi se la squadra decide anche di regalare alla tifoseria la peggior stagione da quasi trent’anni a questa parte, con tanto di ultimo posto e alto rischio di retrocessione.

MINACCE – Dunque, comprensibile che gli animi si stiano un po’ scaldando. Meno apprezzabile però il tentativo dei tifosi di scuotere calciatori e società. come spiega Marca, sia le mura del centro sportivo dell’Espanyol che quelle dell’Estadi Cornellà-El Prat sono state utilizzate per mandare messaggi che tutto sembrano tranne che distensivi. I biancoblù, dopo la sconfitta contro il Betis, vedono l’abisso della seconda divisione vicino e qualcuno ha deciso che anche i calciatori devono avere paura. E via con le minacce. “Correrete per tutte le volte che non avete corso in campo”, recita una scritta, che rimprovera la poca attitudine al sacrificio della squadra catalana. E mentre il tecnico Abelardo viene esonerato, si moltiplicano i proclami minacciosi. “Giocare con la nostra passione è pericoloso, Barcellona è una città molto piccola…”.

RETROCESSIONE – Non proprio il modo migliore per fare forza a una squadra che, con otto punti di ritardo dalla quartultima posizione, dovrebbe fare un vero e proprio miracolo per evitare la retrocessione. Che sarebbe un’onta difficile da lavare, considerando che l’ultima stagione nella Segunda Division è datata 1993/94, peraltro con immediato ritorno dai grandi dopo essere scesi perdendo i playout. La sorte, poi, non è affatto propizia all’Espanyol,  considerando che la prossima avversaria è il Real, in lotta per il titolo e che non può perdere punti. Ma forse, almeno per far perdere la Liga ai cugini del Barça, una sconfitta contro la Casa Blanca sarebbe il male minore…

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