Fiducia a Tavecchio, sfiducia a Ventura: e adesso parte il toto-CT

Alla fine si è trovato il capro espiatorio: Giampiero Ventura. Tutto il resto invece rimane finora invariato, almeno fino a lunedì, data del Consiglio Federale.

di Luigi Pellicone

Cambiare tutto perché non cambi niente. L’unica certezza emersa dalla riunione indetta da Carlo Tavecchio é che Ventura non è più l’allenatore della Nazionale italiana. Il CT è sollevato dall’incarico e non si è dimesso. Ciò significa che continuerà a percepire il suo stipendio fino alla scadenza del contratto, che a questo punto dovrebbe essere a maggio 2018.

Tavecchio invece resta saldamente in sella

E Tavecchio? Tutto molto semplice. Per ora non rinuncia al suo mandato di presidente della FIGC: ha chiesto e ottenuto di avere una riunione entro fine mese, nella quale si deciderà il futuro della dirigenza del calcio italiano. Una scelta non assolutamente appoggiata da Damiano Tommasi. Il presidente dell’Assocalciatori è uscito molto presto dall’assemblea perché aveva chiesto le dimissioni del presidente. Non avendole ottenute, ha immediatamente abbandonato i lavori e non ha più intenzione di riaprire il dialogo.

Tavecchio (s)fiduciato? Lunedì la risposta

Tavecchio in questo momento è alla stregua di un Presidente del Consiglio che chiede la fiducia al proprio governo. Fiducia che a questo punto sembra salva, perché gli sarà accordata sia da Renzo Ulivieri (che addirittura sconsigliava anche a Ventura di dimettersi) sia da Sibilia, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che ha una corposa rappresentanza in Federcalcio. Tavecchio programma, ma questo programma va ovviamente accettato nel Consiglio Federale di lunedì. Nel quale, con ogni probabilità, l’attuale Presidente della FIGC si presenterà anche con qualche proposta per il nuovo allenatore, con nomi da lui stesso definiti “importanti”.

Scatta quindi il toto-CT

E a questo punto vi sono due soluzioni praticabili: la prima è low cost, un traghettatore, in attesa di trovare un accordo con un grande nome. Un allenatore che costi poco (o che sia già stipendiato dalla Federcalcio), che abbia esperienza con i giovani e che sia già pronto ad allenare la nazionale. Tutto lascia presumere che a questo identikit possa corrispondere Gigi Di Biagio, allenatore dell’Under-21 che godrebbe quind di una promozione improvvisa e resterebbe poi in attesa di capire quale sarà il suo futuro. Nelle ultime ore però ha anche preso corpo l’ipotesi Carlo Ancelotti, che finora non era stata presa in considerazione perché l’ex allenatore del Bayern Monaco aveva un costo eccessivamente elevato, quasi insostenibile, per le casse della Federcalcio. E allora si può puntare a un compromesso: ingaggiare Carletto grazie all’ausilio degli sponsor e con un corposo sacrificio da parte della Federcalcio. Del resto la qualità costa e anche Antonio Conte a suo tempo ebbe parte dell’ingaggio pagato dagli sponsor.

Insomma, in attesa della fiducia da parte della FIGC, si è comunque trovato il capro espiatorio: Giampiero Ventura. Tutto il resto invece rimane finora invariato.

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