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Esilio finito? Intanto lo Shakhtar ritorna nella casa in “affitto”

Lo Shakhtar torna a Karkhiv. La Uefa permette alla squadra ucraina, abrogata la legge marziale, di lasciare Kiev. Un primo passo verso il ritorno a casa?

Redazione Il Posticipo

Una squadra in esilio da anni ritrova un pizzico di serenità. Come riportato dall’ANSA, lo Shakhtar Donetsk potrà tornare a giocare le partite internazionali nel “suo” stadio di Kharkiv. Questione di calcio e politica.

ABROGAZIONE – Tutto dipende dall'abrogazione della legge marziale che aveva costretto il club ucraino all’ennesima migrazione, dopo l’addio forzato alla città di Donetsk. Lo Shakhtar aveva trovato una “casa” a Kharkiv, ma la situazione del paese, sempre piuttosto ondivaga nel mare dell'ex Unione Sovietica, ha creato altri problemi. L’ennesimo incrocio pericoloso fra il Mar d’Azov e il Mar Nero dello scorso 25 novembre, che ha causato l’ennesimo caos fra Russia e Ucraina, aveva finto per inghiottire nuovamente la squadra più brasiliana dell’ex URSS, che si era ritrovata a Kiev per giocare la sfida contro il Lione. Scaduto il termine del sistema di governo, lo Shakhtar può tornare a giocare a Kharkiv, dove, il prossimo 14 febbraio, si giocherà il sedicesimo di finale contro l’Eintracht di Francoforte

CASA- Un primo, piccolo, passo verso il ritorno alla normalità: termine purtroppo estraneo a una città e a una squadra che non trovano pace, nel senso più pieno dell’accezione, da ormai un lustro. La guerra in Ucraina orientale fra combattenti filorussi e forze armate ucraine è degenerata della distruzione di parte della Donbass Arena. Due bombe hanno danneggiato la facciata nord-ovest dello stadio e l’intera infrastruttura. E a prescindere dalla possibilità di riparare il danno, non vi sono le condizioni di sicurezza necessarie.

LEGAME – Si torna dunque a 300 chilometri da...casa. Kharkiv è già più vicina a Leopoli, che ha ospitato la squadra. Dentro lo stadio, quello di proprietà, tutto è rimasto come tale, compresi uffici e sede della società. La Donbass Arena è ferita ma ancora in piedi, come questa squadra che convive con la guerra e offre aiuto anche ai propri cittadini. Il club, infatti, ha continuato a offrire aiuto con beni materiali e di prima necessità alla cittadinanza di Donetsk. Un modo per restare vicini, prima di riabbracciarsi.