Erwin Koeman racconta le difficoltà di suo fratello al Barça: “Nei primi mesi nello spogliatoio c’era qualcuno che spifferava la formazione…”

Allenare il Barcellona non è mai semplice, figurarsi in una stagione simile. Ma del resto, Ronald Koeman non lo chiamano “Rambo” per nulla. L’olandese ha lasciato la panchina della sua nazionale per correre in aiuto del club con cui è stato grandissimo. E, come ha raccontato suo fratello Erwin, le difficoltà non sono mancate…

di Redazione Il Posticipo

Allenare il Barcellona non è mai semplice, figurarsi in una stagione simile. La debacle dell’era Setien, i problemi economici della società, uno scontro con Messi che spunta sempre all’orizzonte… Ci voleva qualcuno di davvero coraggioso per prendersi la responsabilità di guidare i blaugrana nel momento più complicato del nuovo millennio. Ma del resto, Ronald Koeman non lo chiamano “Rambo” per nulla. L’olandese ha lasciato la panchina della sua nazionale per correre in aiuto del club con cui è stato grandissimo da calciatore. E, come ha raccontato suo fratello Erwin a Voetbal International, le difficoltà non sono mancate, soprattutto nei primi complicatissimi mesi di gestione…

DIFFICOLTÁ – Problemi che però Koeman si immaginava, perchè quella panchina non è come tutte le altre…”C’è un po’ di tensione, più di quella che aveva quando allenava la nazionale olandese, perchè il Barcellona non è come una nazionale, non puoi allenarlo una volta ogni tre mesi”. Erwin spiega che suo fratello è totalmente inserito nel progetto. “Ronald è totalmente concentrato sul Barcellona, è l’unica cosa a cui pensa. Siamo in contatto abbastanza spesso e parliamo del club, dei giocatori e della famiglia. E a volte gli do qualche consiglio”. Magari anche per risolvere situazioni spinose… “Durante i primi mesi qualcuno nello spogliatoio spifferava la formazione. Ma è un problema che Ronald ha risolto”. E ogni riferimento alle polemiche con il giovane Riqui Puig non sembra poi così casuale.

(Photo by David Ramos/Getty Images)

DE JONG E MESSI – Con un altro oranje al comando, anche De Jong, che nella prima stagione era stato coinvolto nel naufragio generale, sembra un altro calciatore. “È bello vedere De Jong sfruttare tutto il suo potenziale, il suo DNA è quello di un calciatore che deve andare a giocare nell’area di rigore avversaria. Ha una visione di gioco che gli altri non hanno, una profondità incredibile con e senza palla. E sa come inserirsi nei sedici metri, segnerà parecchio. È un’arma in più”. E a proposito di armi in più, c’è Messi. Uno di cui, come spiega Erwin Koeman, tutti hanno un sacro timore. “Ogni giocatore che arriva al Barcellona ha paura di non riuscire ad andare d’accordo con Messi, di sbagliare qualcosa. Ed è questo il motivo per cui alcuni calciatori, come Dembelé o lo stesso De Jong, hanno avuto qualche difficoltà nel trovare la chimica giusta con lui”. L’importante, però, è che la trovi suo fratello…

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