Eriksen: “Gioco di meno, ma non dipende dal contratto. Ci siamo un po’ persi…”

Il centrocampista spiega che il suo impiego in misura ridotta non dipende esclusivamente dal mancato rinnovo del contratto. Ci sarebbe anche altro…

di Redazione Il Posticipo

C’è dell’incertezza in Danimarca. Occhi puntati su Christian Eriksen, protagonista, sinora, di una stagione non indimenticabile al Tottenham. Come molti altri suoi compagni di squadra, il rendimento, rispetto allo scorso anno, è calato. Tuttavia è sceso anche il minutaggio. Da intoccabile a uno dei tanti. Facile pensare che il mancato rinnovo del contratto possa essere il motivo scatenante del ridimensionamento dell’impiego, ma il centrocampista ha precisato, in una intervista rilasciata al canale danese BT e ripresa da AS, che non è così…

MINUTAGGIO – Eriksen potrebbe lasciare il Tottenham già a gennaio, se la squadra non avesse intenzione di perderlo a zero, ma l’ipotesi è complicata. E le parole del centrocampista danese allontanano illazioni. “Sento al cento per cento che il Tottenham ha piena fiducia in me. Non c’è grande differenza rispetto allo scorso anno, tranne che in questa stagione ho giocato un po’ meno.  Credo che la squadra, come me, si sia un po’ persa. Anche io,probabilmente, ho sbagliato qualcosa. Probabilmente devo lavorare di più“.

DANIMARCA – Il cattivo rendimento con il club rischia di ripercuotersi anche in Nazionale. Il peggior incubo dei tifosi danesi è un Eriksen a mezzo servizio o incapace di essere decisivo. Il centrocampista del Tottenham tranquillizza l’ambiente. “Giocare con la squadra nazionale è molto diverso rispetto a quando si scende in campo per il proprio club. Si tratta di due situazioni molto differenti. Il calo di rendimento che potresti aver avuto nel club, che comunque non è in assoluto un grande calo, non dovrebbe trovare riscontro anche in nazionale. Le partite internazionali fra l’altro richiedono una concentrazione diversa. Sono abbastanza convinto che nonostante le panchine possa essere ancora in grado di giocare un buon calcio. Quanto accade in Inghilterra non dovrebbe ostacolarmi“.

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