Emery: “Il Villarreal non ha niente da invidiare a PSG o Arsenal”

Il tecnico, dopo il primo approccio è convinto che il suo nuovo club, per struttura e organizzazione, non abbia niente da invidiare a inglesi e francesi.

di Redazione Il Posticipo

Unay Emery analizza i suoi primi mesi al Villarreal sfruttando la sosta del campionato. L’ex tecnico di Arsenal e PSG non ritiene di essersi ridimensionato, anzi. Dopo il primo approccio è convinto che il suo nuovo club, per struttura e organizzazione, non abbia niente da invidiare a inglesi e francesi.

SORPRESO – Emery è piacevolmente sorpreso: “Sono molto felice delle strutture a disposizione. Abbiamo tre campi in erba naturale, più uno stadio. Ho chiesto se fosse possibile avere una palestra accanto al campo di allenamento ed è già in costruzione. Abbiamo la possibilità di pranzare, cenare e dormire nella struttura. Insomma, tutto ciò che serve per lavorare nel miglior modo possibile.  Ero a conoscenza delle potenzialità del club. Ho sempre ammirato il Villarreal, ha giocato partite e competizioni importanti. Stiamo parlando di un club che ha giocato semifinali in Champions e in Europa League.  Forse ha meno dimensione mediatica ma per organizzazione  non ha nulla da invidiare al PSG o all’Arsenal”.

PROSPETTIVE – Emery ha vissuto diverse esperienza. Ha gestito la pressione di dover vincere, ma ha anche lavorato per consolidare. “Al PSG ho vinto 7 titoli. Al Villarreal il club non mi ha chiesto nulla, ma so che è un club d’elite da 23 anni. Sono qui per mettere a disposizione la mia esperienza ma anche con l’umiltà di migliorare. Sono arrivato e devo ringraziare chi mi ha preceduto perché siamo in Europa League. Adesso vogliamo migliorare. Sono il primo a voler giocare la Champions League”.

PUNTI – Un traguardo da raggiungere attraverso una specifica filosofia di gioco: “Ho tre punti chiave. Essere competitivi, creare un percorso e poi sviluppare senso di appartenenza. Lavoreremo molto anche sul piano fisico. Il Barcellona ha Messi. Il Villarreal è di alto livello nella corsa a 14 km orari. Devi correre e arrivare prima del rivale”. Anche il sottomarino giallo ha il suo Messi. Kubo: “In Giappone è una star ma qui vive una sfida. È molto professionale. Nei giorni di riposo viene a lavorare da solo e facciamo un video individuale di ogni sessione di allenamento e delle partite. Comunque non ho mai detto che con un singolo andiamo in Champions. Tutti i traguardi si raggiungono con la squadra”.

 

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