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El Loco Bielsa: “Ho cominciato a parlare da solo… il problema è che mi rispondevo”

Soprannomi. Ce ne sono di tutti i tipi ma sono sempre abbastanza attendibili. L'esempio è Marcelo Bielsa, El Loco.

Riccardo Stefani

I soprannomi sono generalmente un qualcosa che nasce per gioco ma sono sempre abbastanza attendibili. L'esempio è Marcelo Bielsa, El Loco. Marca passa in rassegna i suoi aneddoti a conferma della sua più o meno bonaria follia. Il tecnico è in vena di confessioni.

ISOLATO - Uno degli aneddoti più gustosi risale al 2004: dopo il suo addio alla nazionale argentina, Bielsa decide di riservarsi un periodo per staccare la spina. In isolamento, senza telefono o tv. Giusto qualche libro e la meditazione. Così si chiude per mesi in un convento: "Mi sono zittito. Ho preso i libri che volevo leggere, senza telefono, senza televisione. Ma è durato tre mesi, perché ho iniziato a parlare da solo e... a rispondermi. Stavo davvero impazzendo".

NUDO E CRUDO - E oltre all'episodio in cui si è spogliato e sdraiato per mezz'ora su un tavolo ci sono altre autentiche chicche dell'argentino. Il vero capolavoro riguarda il suo parapiglia con il responsabile dei lavori al centro sportivo dell'Athletic Bilbao nel 2012: "Quando sono arrivato ho visto una pessima esecuzione dei lavori. Qualcosa che è stato fatto male sapendo di farlo male. Ero indignato. Ho preso il responsabile di peso e l'ho buttato fuori. Non ho avuto alcun rispetto per quest'uomo perché ha fatto il suo lavoro male sapendo di farlo male. Quando ha lasciato il posto, ha detto che lo avevo picchiato. Non ha fatto alcun reclamo alla polizia , penso che sia stato messo sotto pressione dalla sua compagnia o dall' Athletic". Del resto era arrivato a Bilbao con le migliori intenzioni: "La squadra aveva giocato 42 partite, le ho viste tutte due volte. Volevo sapere a chi andavo a stringere la mano". Insomma, geniale ma quasi mai sereno.