Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

“El Bati” Larrivey, da flop a Cagliari a stella in Sudamerica: poker in Cile a 36 anni!

Lo chiamano "El Bati" per la sua somiglianza fisica con Gabriel Omar Batistuta. Delle qualità del Re Leone, però, il Cagliari non ne ha vista forse neanche una. E quindi il nome di Joaquín Larrivey in Italia resta tranquillamente a far parte...

Redazione Il Posticipo

Quando è arrivato in Italia, ha spiegato che lo chiamano "El Bati" per la sua somiglianza fisica con Gabriel Omar Batistuta. Delle qualità del Re Leone, però, il Cagliari in campo non ne ha vista forse neanche una. E quindi il nome di Joaquín Larrivey in Italia resta tranquillamente a far parte del vasto elenco delle meteore della Serie A. Calciatori arrivati, spesso dal Sudamerica, per spaccare il mondo ma che di fronte alle difficoltà del campionato tricolore si sono decisamente arresi. Per l'argentino con la maglia rossoblù 102 partite e 16 gol. Non certo uno score paragonabile a quello di Batistuta.

GOLEADOR? - El Bati, però, sotto porta forse forse ci sa fare davvero. Del resto, in Spagna non si è comportato affatto male. Andare due volte in doppia cifra in Liga non sarà per forza sinonimo di qualità, ma al Rayo Vallecano e al Celta Vigo non hanno un cattivo ricordo dell'attaccante. Chi di certo lo ama sono i tifosi della sua nuova squadra, l'Universidad de Chile. Difficile dar loro torto, considerando che in due partite di campionato Larrivey ha già segnato più gol che nell'intera stagione 2009/10 in Sardegna, che si è chiusa con sole tre reti in 28 presenze. A Santiago, invece, l'argentino è già a quota cinque.

SACRIFICI - Un inizio di stagione col botto per Larrivey, che a quasi 36 anni si è anche tolto la soddisfazione di realizzare il primo poker della sua carriera, nel 5-1 dell'Universidad contro il Curicó Unido. "Non avevo mai segnato quattro gol tutti assieme", spiega l'argentino come riporta Marca. "Tre sì, ma quattro proprio no". Un momento di forma che ripaga i sacrifici fatti per vestire la maglia del club. "Venire qui ha comportato uno sforzo economico da parte mia, ma la verità è che mi sento molto felice". Gli si può credere, visto che prima di tornare in Sudamerica (passando anche per il Cerro Porteño) El Bati ha giocato in campionati ben più remunerativi come quello degli Emirati Arabi e quello giapponese. Ma evidentemente, come molti, dà il massimo solo quando sente più o meno...aria di casa.