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Eder: “Il Ko con la Svezia fa ancora male. Ora tifo Messi. Futuro? Se chiamasse la Samp non direi no”

Eder: “Il Ko con la Svezia fa ancora male. Ora tifo Messi. Futuro? Se chiamasse la Samp non direi no” - immagine 1
Il centravanti italobrasiliano non ha dimenticato gli azzurri e i blucerchiati.

Redazione Il Posticipo

Il Brasile si lecca le ferite dopo una eliminazione clamorosa. Una doppia delusione per Eder, che intervistato dal Secolo XIX deve assorbire una nuova batosta sportiva. "Tradito" anche dalla seleçao dopo gli azzurri, adesso tiferà Argentina. E poi osserverà cosa accade a Genova, sponda Sampdoria.

DELUSIONE

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Mai come questa volta il Brasile era favorito. E l'assenza dell'Italia fa ancora male. "Senza l'Italia, ovviamente tifavo per il Brasile e mi auguravo vincesse anche per lenire le ferite causate delle delusioni degli ultimi anni. Aver perso i play off contro la Svezia ancora mi fa male, è stata una delle sconfitte più dolorose della mia vita. E vedere due volte consecutive un Mondiale senza l'Italia è qualcosa di incredibile. In ogni caso sono ottimista. Mancini ha vinto l'Europeo e saprà come risollevare l'Italia e gestire il ricambio generazionale".

SORPRESE

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Resta il mondiale delle soprese. In pochi avrebbero pronosticato Croazia e Marocco fra le semifinaliste. "Ero convinto che una fra Brasile, Francia e Argentina sarebbero riusciti a vincere il mondiale. La sconfitta della seleçao ha confermato il processo di cambiamento nel calcio. Non esistono più partite facili, né avversari sprovveduti e nessuno vince più e partite da solo. Spero, a questo punto, che vinca l'Argentina perché Messi se lo merita".

GENOVA

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Spazio anche per il futuro. L'idea di continuare a giocare. "Mi scade il contratto con il San Paolo ma ho deciso comunque di proseguire. Ho ricevuto diverse offerte, anche da Dubai e dalla Cina ma sto valutando anche l'idea di giocare per il Criciuma, il club dove ho iniziato a giocare. Sono in B e hanno un bel progetto, ma dovrei gestire la pressione di amici e familiari che si aspettano tantissimo da me. Quanto all'Italia, avevo voglia di tornare alla Samp ma il club ha avuto altre idee che io rispetto. Non ci sono stati più contatti ma se un giorno arrivasse la chiamata non direi mai di no. Mi spiace molto vederli in difficoltà, ci sono annate che nascono male, poi la pressione cresce insieme alle difficoltà in classifica. La sosta può aiutare, ma da gennaio non si potrà più sbagliare".