Ecco il vero calcio, vincitori e vinti: RD del Congo ed Egitto, risultato diverso, stessa passione

Ecco il vero calcio, vincitori e vinti: RD del Congo ed Egitto, risultato diverso, stessa passione

La nazionale di calcio della Repubblica Democratica del Congo non è proprio tra le favorite per la vittoria della Coppa D’Africa. Ma i calciatori prendono la competizione con gioia. E alla fine della partita, è festa grande con gli avversari.

di Redazione Il Posticipo

La Repubblica Democratica del Congo è uno stato giovane. Già perché la repubblica centrafricana conquista l’indipendenza dal Belgio soltanto nel giugno del 1960… tre anni dopo la prima edizione della Coppa d’Africa. Almeno fino a questo momento storico, non si può definire certo come una delle nazionali africane con la maggior tradizione calcistica però… ci prova. I congolesi ieri hanno giocato contro l’Egitto. Hanno lottato ma sono crollati sotto i colpi d’artiglieria avversaria. I giocatori, però, hanno preso la sconfitta con filosofia. E come riporta Sportbible, subito dopo il triplice fischio, tra una stretta di mano e un abbraccio, alcuni sono andati a chiedere un selfie a Salah.

UN SELFIE – Di tutti i giocatori della nazionale dell’ex Zaire, solo 9 giocatori giocano in Europa e solo tre di questi hanno la possibilità di incontrare la stella della nazionale egiziana in un’eventuale edizione di Champions League. Il solo giocatore congolese che gioca in Inghilterra, Britt Assombalonga, ha meno probabilità di incontrarlo di molti altri visto che gioca nel Middlesbrough, in seconda divisione. Quindi, è davvero difficile biasimare i ragazzi della nazionale: chissà quando gli ricapiterà di incontrare un colosso come Salah.

FELICI CON LE OSSA ROTTE – Bisogna pur sempre ricordare che Salah, oltre a essere diventato un’icona del calcio africano nel mondo, è stato anche eletto miglior giocatore del continente del 2018. E è difficile prevedere che il risultato del 2019 sia diverso. Anche perché la sua nazionale è fortemente favorita per il titolo continentale. I congolesi, quindi, escono dal campo, sportivamente, con le ossa rotte. Ma umanamente felici per aver incontrato un vero e proprio idolo. Del resto, come spiegava qualche giorno fa il fisioterapista della RD del Congo, l’italiano Paolo Ringhini, “L’Africa ti entra dentro con la sue gente, la sua spontaneità, la sua voglia di vivere”. E di festeggiare, nonostante la sconfitta.

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