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Eboué, tra il suicidio mancato e le bugie ai figli: “Quando mi hanno tolto il calcio mi allenavo di notte”

Eboué, tra il suicidio mancato e le bugie ai figli: “Quando mi hanno tolto il calcio mi allenavo di notte” - immagine 1
L'ex difensore ha vissuto un finale di carriera da dimenticare: nel 2016 l'ivoriano non ha pagato il suo ex agente e ciò gli è costato una squalifica di un anno. Emmanuel Eboué ha raccontato menzogne ai suoi figli pur di non svelare tutta la...

Redazione Il Posticipo

Per Emmanuel Eboué un declino simile era difficile da immaginare. L'ivoriano si è infilato in un tunnel senza fine dopo aver fatto la storia con l'Arsenal tra 2005 e 2011: l'ex terzino ha giocato col Galatasaray per quattro stagioni dopo aver lasciato l'Emirates Stadium, prima di ritornare in Premier League al Sunderland nel 2016... dove però non ha mai giocato! Poco dopo aver firmato il contratto coi Black Cats, Eboué è stato squalificato dalla Fifa per un anno: così la massima istituzione del calcio mondiale ha punito il giocatore, reo di non aver versato 1 milione di euro nelle tasche del suo ex procuratore Sebastien Boisseau. L'ivoriano però non è riuscito a rialzarsi dopo aver perso il calcio giocato.

SQUALIFICA

Nel gennaio 2018 l'ex difensore dell'Arsenal ha ammesso di aver pensato al suicidio a causa dei suoi problemi finanziari in un'intervista ai microfoni del Mirror. Il Sunderland gli ha dato il benservito un mese dopo la firma del contratto per la squalifica subita. Eboué si è sfogato qualche tempo fa a RMC Sport: "La FA mi ha sospeso da qualsiasi attività, non avevo il diritto di allenarmi con un club. Mi allenavo da solo e mi vergognavo. Andavo a correre al mattino, ma c'erano persone che si stavano allenando e venivano a fare qualche foto. Poi mi sono dovuto allenare di notte, non c'era luce, ma non potevo restare a casa".

MENZOGNE AI FIGLI

Per Eboué è stato impossibile guardare in faccia i suoi figli come se nulla fosse: "Quando ho visto i miei figli, mi hanno chiesto quando sarei tornato in campo, così quando uscivo la mattina fingevo di andare al lavoro. Stavo fuori e andavo a casa quando i miei figli erano già a letto, non volevo che mi chiedessero perché non mi vedevano giocare". Eboué ha ammesso di essere stato costretto a prendere antidepressivi quando il mondo gli è crollato addosso per la squalifica: "Spesso, mi chiudevo nella mia stanza per tre o quattro giorni". Tutto Eboué si aspettava, tranne un finale simile... dopo aver sfiorato la Champions con l’Arsenal.