E alla fine (forse) arriva Mitrovic, genio e tanta sregolatezza: Serbia a un passo dalla “B”

Serbia-Montenegro per cuori forti, specialmente se assegna punti pesantissimi per la promozione in “serie B” della Nations League. Mattatore assoluto, Mitrovic. Fa tutto lui. Segna, ma sbaglia anche un rigore con un cucchiaio inguardabile. È finalmente…arrivato il suo talento? Ranieri lo spera…

di Redazione Il Posticipo

Serbia-Montenegro per cuori forti. Del resto, non può essere una partita qualsiasi. Specialmente se assegna punti pesantissimi per la promozione in “serie B” della Nations League. Derby quanto mai acceso, con più di qualche colpo proibito quando l’arbitro non guarda. E vinto infine dai padroni di casa. Mattatore assoluto, Mitrovic. Fa tutto lui. Segna, sbaglia un rigore con un cucchiaio inguardabile, ma impegna tutta la difesa montenegrina.

ERA ORA – La sfida si può riassumere in un interrogativo. Finalmente arriva Mitrovic? Talento assoluto quanto incompiuto. Complice un caratterino affatto facile. Molto semplicemente, piede caldo e testa bollente. Tanta, a volte troppa, rabbia in corpo. Il padre ha lasciato che si dedicasse allo sport per smaltire le tonnellate di adrenalina che Aleksandar aveva (e ha) in corpo. Addirittura gli aveva suggerito di diventare pugile. Alternativa? Calciatore. Tutto sommato, scelta azzeccata.

CARATTERE – Mitrovic ha i cromosomi del campione. Se solo domasse l’animo focoso. Sangue caldo che gli pulsa nelle vene sino, a volte, ad annebbiarlo. L’Anderlecht lo cede al Newcastle che investe otto milioni di sterline sul calciatore e inizia presto a chiedersi se siano stati ben spesi dopo espulsioni e risse. Nel dubbio, quando il Fulham ne offre 22 le Magpies non ci pensano due volte. E quando l’attesa per Mitrovic sembra trasformarsi in disattesa, ecco l’incontro che cambia la vita calcistica.

PROMOSSO – Per un serbo dal cuore caldo, serviva un allenatore di temperamento. Meglio ancora se è il “padre” calcistico. Sotto le cure di Jokanovic, che lo aveva già allenato fra il 2007 e il 2009, Mitrovic ritrova la via della rete e anche una certa serenità. Contribuisce alla promozione del Fulham con 12 gol in 17 partite e racimola appena tre cartellini gialli. Del resto, bastava esaltarne la potenza. Di testa o di piede, basta che riceva un cross. E lui si butta come fosse l’ultimo pallone da inseguire della sua vita. E poi uno che avrebbe fatto il pugile, può aver paura di fare a botte in area? Adesso che sembra aver trasformato la sua carica agonistica in rabbia positiva e non solo in cattiveria gratuita, può realizzare il suo più grande sogno. Diventare un grande calciatore e portare in alto la Serbia, come sognava ai tempi in cui era un ultras del Partizan Belgrado. E da una “B” da conquistare con la Serbia ce n’è anche una da evitare, con il Fulham Ranieri se lo gode e attende fiducioso. Ma forse non gli farà battere i rigori…

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