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Dyche ce l’ha con Klopp: “Non può mica reinventare le regole dei contrasti…”

L’allenatore del Burnley risponde ai commenti post partita di Klopp riguardo ai tackle in scivolata dei giocatori avversari, considerati dal tedesco troppo duri...

Redazione Il Posticipo

Nel calcio quando una squadra meno tecnica incontra una squadra di maggior caratura, in genere tende a usare una strategia molto semplice: punta sul piano fisico, scoraggiando l’avversario a portare troppo palla con metodi...anche poco ortodossi. Certo, quando all’allenatore della squadra favorita gli interventi sembrano un po’ troppo duri ha il diritto di richiamare l’attenzione dei suoi ragazzi e dell’arbitro. Così ha fatto Klopp alla fine della partita infrasettimanale.

DISACCORDO - Alla fine della sfida del mercoledì tra Burnley e Liverpool, Klopp si è detto non troppo contento dell’arbitraggio. Per evitare possibili sanzioni, l’ha fatto in maniera velata e invece di prendersela direttamente con l giudica di gara se l’è presa con i calciatori avversari e le loro entrate in tackle, giudicate troppo irruente. Falli non fischiati? L’allenatore avversario, Sean Dyche, non è d’accordo. Anzi, da quanto riporta Sport BT, si è addirittura complimentato con i suoi ragazzi per le scelte di tempo. “Ci sono stati dei tackle eccellenti ieri sera”. Uno di questi episodi però, il tackle di Ben Mee, ha causato un infortunio potenzialmente grave a Joe Gomez, che Dyche ha commentato così: “Credo che fosse un intervento fantastico e penso che anche lo stesso Gomez se ne sia accorto. Almeno, questo è quanto ci è stato riportato. Gli auguriamo il meglio se si è infortunato”.

ETERNO DILEMMA - E poi la stoccata al collega, accusato di voler riscrivere...le regole del calcio. “Sono un po' confuso dalle sue dichiarazioni. È ovvio che gli allenatori possano commentare tutto ciò che vogliono ma non possono reinventare le regole dei contrasti. È buffo che Klopp non abbia menzionato il tuffo di Daniel Sturridge. Non è stato minimamente sfiorato, non c’era nessuno accanto a lui ma comunque gli è stato dato un calcio di punizione”. Insomma, ci si trova di fronte a una delle questioni vecchie come il mondo, o meglio, come il calcio. Fallo? Non fallo? Il calcio è un gioco di contatto e per giudicare gli interventi ci sono gli arbitri. Che però sono umani e quindi anche fallibili.