Dybala, due destri alle polemiche

In una serata che non sembrava particolarmente propizia per la sua Juventus, Paulo Dybala dà due schiaffi alle polemiche. Anzi, due bei destri, regalando ai bianconeri tre punti che sono fondamentali per rimanere aggrappati al Napoli.

di Redazione Il Posticipo

In una serata che non sembrava particolarmente propizia per la sua Juventus, Paulo Dybala dà due schiaffi alle polemiche. Anzi, due bei destri, perché è proprio con il piede che teoricamente sarebbe quello debole che l’argentino trafigge il portiere del Verona, regalando ai bianconeri tre punti che sono fondamentali per rimanere aggrappati al Napoli. La Juve non è bella, non convince, ma vince. E proprio quando la prestazione corale non riesce ad avere la meglio su un avversario coriaceo e con tanta voglia di fare bella figura per l’ultima dell’anno davanti al suo pubblico, escono fuori le individualità.

Dybala è felice, Allegri un po’ meno

Guai a dire che la Joya è tornata, c’è ancora molto da fare, ma la partita del Bentegodi è un buon viatico per il 2018. Almeno per quel che riguarda Dybala, dato che invece Allegri passa buona parte della partita a muoversi tarantolato e a strigliare i suoi. Il tecnico toscano non vede la squadra che vorrebbe e si sgola, non lesinando qualche lavata di capo. La difesa non è sempre irreprensibile come nelle ultime partite, il centrocampo a volte si fa sovrastare dalla mediana gialloblu e in attacco sia Higuain che Mandzukic fanno a gara a tirare addosso al portiere del Verona.

L’attacco della Juventus fatica

Ma per fortuna c’è l’argentino, che proprio quando sembrava confermare il suo stato di poca presenza in campo, fisica e mentale, lascia due stoccate che regalano alla Juventus un Capodanno sereno e che forse liberano il numero 10 dalla necessità di dimostrare qualcosa. Critiche ce ne sono e continueranno ad esserci, perché questo Dybala non è certamente il migliore possibile, ma la capacità di risolvere i problemi della Signora con qualche giocata non può che essere ben accetta in un momento in cui lì davanti si fatica abbastanza. Il gol che non è dell’ex Palermo, ad esempio, viene dal centrocampo, da Matuidi che è il più lesto a mettere piede su una respinta. Per il resto, tanta buona volontà degli attaccanti, ma poca concretezza.

Come il calabrone, due punture per tornare a volare

Dybala sorprende e non solamente per le due fiammate a quel punto abbastanza inaspettate, ma anche e soprattutto per la dinamica delle reti. Quella che riporta in vantaggio la Juventus è una girata di prima intenzione su un cross del povero Lichtsteiner, che rischia letteralmente la faccia per servire il compagno ben appostato al centro dell’area. E se il primo destro non è abbastanza, la Joya tira fuori il secondo, mandando totalmente in confusione la difesa del Verona. I gialloblu infatti decidono di coprirgli il sinistro, poco informati della capacità del numero 10 della Juventus di colpire anche con l’altro piede. Ma a differenza del famoso calabrone che non sa di non potersi librare in cielo ma lo fa comunque, Dybala sa benissimo che anche con il destro si può giocare a calcio. E, come l’insetto, vuole lasciarsi alle spalle questo 2017 di luci e di ombre e tornare a volare.

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