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Dudek: “Messi scortese, provocatorio e antipatico. Raul arrogante. Ronaldo egocentrico e competitivo”

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Dudek ne ha per tutti. Il portiere polacco, passato alla storia per aver regalato una Champions al Liverpool, ha parlato, nella sua autobiografia, dei tanti campioni avuti come compagni ed avversari.

Redazione Il Posticipo

Dudek  ne ha per tutti. Il portiere polacco, passato alla storia per aver regalato una Champions al Liverpool, ha parlato, nella sua autobiografia, dei tanti campioni avuti come compagni ed avversari. E, come riportato da AS, non ha lasciato spazio a interpretazioni descrivendo alcune colonne dello spogliatoio del Real come Raul. E né si è fatto pregare per descrivere Ronaldo e Messi.

ANTIPATICO - Altro che pulce. Da quanto racconta Dudek, l'argentino assume atteggiamenti quasi da bullo in campo. "Era molto provocatorio, esattamente proprio come lo erano il Barcellona e il suo allenatore Pep Guardiola. Erano sempre pronti a innervosirti e molto spesso riuscivano perfettamente nel loro intento. Ho visto e sentito Messi dire cose così scortesi a Pepe e Ramos che non si possono nemmeno immaginare possano uscire dalla bocca di una persona che appare così calma e simpatica”.

REAL MADRID - Dudek ha trascorso tre stagioni al Real Madrid. Approdato alla Casa Blanca dopo l'esperienza al Liverpool, è sempre stato relegato in un ruolo secondario, all'ombra di Iker Casillas. Nonostante questo, ha conquistato affetto e rispetto di tutti i tifosi per il suo impegno e il saper accettare il ruolo di comprimario senza polemiche. Anche lo spogliatoio del Real però non era facile. "Raul era un personaggio davvero arrogante, ma tutto sommato era un ragazzo normale. Cristiano Ronaldo invece è molto egocentrico ma ha una grandissima voglia di vincere sono certo che preferirebbe un 1-0 con una sua rete a un 5-0 senza trovare la via del gol. Dietro le quinte però, è un ragazzo assolutamente normale capisco però che può essere percepito diversamente dall'esterno".

LIVERPOOL - La sua immagine resta comunque legata indissolubilmente a una delle finali di Champions più folli della storia del calcio. Il suo balletto che ha ipnotizzato dal dischetto Shevchenko è rimasto nella memoria per anni. Una idea, come ha rivelato al Sun qualche tempo fa, di Carragher che gli aveva suggerito di cercare un modo per decocentrare i rossoneri che si sarebbero presentati sul dischetto. Missione incredibilmente riuscitagli. Con l'ex allenatore del Genoa, fra l’altro, sono diventati amici incontrandosi spesso durante partite fra vecchie glorie. Non è difficile immaginare di cosa parlino...