La Ducati pensa al 2018 e guarda al…2019

La Ducati alle prese con i problemi degli…italiani. Dovizioso deve prendere confidenza con la nuova Desmosedici e Petrucci è scontento. Per questo si pensa a…Morbidelli.

di Redazione Il Posticipo

Non c’è due senza tre. La Ducati insegue titolo mondiale e piloti italiani. E così, dopo l’esperienza con Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, nel 2018 la casa di Borgo Panigale sogna l’iride con un centauro italiano. E, nel frattempo, guarda al 2019. Sembra strano, ma è cosi. Non è per niente scontato che Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso restino ancora a lungo in Ducati.

Questione di soldi e prospettive

Non è solo questione di prospettive o di confidenza con una moto sempre difficile da domare: entrambi gli italiani chiedono un aumento di ingaggio. Il forlivese, dopo aver accumulato sei vittorie ed aver sfiorato il titolo mondiale, chiede un contratto più ricco. Petrucci invece, dopo sei anni a studiare con la Desmosedici, ha voglia di una moto e, soprattutto, di un contratto da pilota ufficiale. Quanto basta per andare a cercare, se necessario, altre scuderie. Il finale sembra scontato, con l’arrivederci, anche perché la Ducati ha intrapreso un percorso ben definito, investendo anche e soprattutto su Jorge Lorenzo che, dopo un anno di apprendistato, dovrebe trovare continuità e prestazioni.

Attenzione a Morbidelli

In ogni caso la casa italiana non si farà trovare impreparata e ha già bloccato un potenziale campione del futuro. Italiano, of course. L’idea è Morbidelli, fresco campione della categoria 250. La Ducati sa benissimo che dietro Valentino, che non è eterno, c’è un vuoto da riempire anche mediaticamente. Morbidelli sembra l’erede naturale del centauro nove volte campione del mondo ed è anche pronto a raccoglierne l’eredità. Del resto, né Dovizioso, bravissimo ma poco fortunato, né Iannone, che sfumata l’occasione Ducati dovrà capire che strada prenderà la sua carriera, né Petrucci, reduce da una stagione poco brillante sembrano in grado di avvicinarsi al Dottore. Lo scettro italiano di Rossi spettava di diritto al Sic, per risultati, classe e talento. Ma il destino non ha voluto. Morbidelli però può farlo suo. Le premesse ci sono tutte.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy