Droga, delinquenza e morte: ecco come Davinson Sanchez è sfuggito alla miseria…grazie a tre autobus

A Davinson Sanchez il coraggio non manca di certo. Del resto, per mettersi a discutere mediaticamente con Mourinho, ce ne vuole. Ma rispetto a quello che il difensore del Tottenham ha vissuto durante la sua infanzia, un botta e riposta con il portoghese è poca cosa.

di Redazione Il Posticipo

A Davinson Sanchez il coraggio non manca di certo. Del resto, per mettersi a discutere mediaticamente con Mourinho, ce ne vuole. Il colombiano ha recentemente commentato la battuta che lo Special One gli ha fatto al suo arrivo al Tottenham, quando ha ricordato al difensore che nella finale di Europa League vinta dal suo United contro l’Ajax, Sanchez…aveva fatto schifo. “La conversazione è stata divertente, ma se il mio allenatore mi dice una cosa del genere io non posso che ammettere il problema”, ha spiegato, come riporta Goal. Ma in fondo, rispetto a quello che ha vissuto durante la sua infanzia, un botta e riposta con il portoghese è poca cosa.

BRUTTI GIRI – Sanchez ha infatti raccontato al Sun di come l’ambiente in cui è cresciuto non fosse proprio dei migliori. “Ho visto cose molto brutte, come le droghe e la gente andava a rubare. Conosco amici che hanno preso quello che io definisco la strada più semplice, ora alcuni di loro sono morti o in carcere, perchè erano finiti in brutti giri”. Quando si è giovani, come hanno spiegato molti colleghi, quei brutti giri sembrano il modo più rapido per sfuggire da una vita di privazioni. Ma il colombiano non si è mai sentito attratto dalla criminalità. “Dipende dalle tue scelte. Prendere la strada più semplice non è mai stata un’opzione per me”. Il che però non toglie che fosse davvero problematico fare qualsiasi cosa.

AUTOBUS – Come accompagnare il giovane Davinson agli allenamenti, per evitargli un tragitto lunghissimo. “Mio padre mi portava agli allenamenti, ma a volte era complicato, perchè doveva anche lavorare per portare il cibo a casa. Mi allenavo tutti i giorni dopo la scuola e poi dovevo prendere tre autobus per tornare a casa, ci mettevo quasi due ore. Dopo facevo i compiti, ma molte volte mi addormentavo sui libri”. Per evitare di far perdere denaro alla famiglia, però, Sanchez ha preso una decisione; meglio i mezzi pubblici. “Un giorno, quando avevo 10 o 11 anni, ho detto a mio padre: ‘Questo ci sta portando via soldi. So dove passano gli autobus, ora sono abbastanza grande per viaggiare da solo”. E il viaggio lo ha portato all’Ajax e poi al Tottenham…

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