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Drenthe rivela: “La sera uscivo con Sneijder, Robinho e Higuain e per non farci vedere…”

(Photo by Jasper Juinen/Getty Images)

Le ultime rivelazioni dell'olandese, neanche a dirlo, riguardano il periodo al Real Madrid. Quello in cui, circondato da grandi campioni, l'olandese si è...fatto trascinare un po' troppo.

Redazione Il Posticipo

Stella del calcio a diciott'anni, acquistato dal Real ad appena venti e spedito via a ventitrè. Non si può certo dire che quella di Royston Drenthe non sia stata una carriera lampo, in tutti i sensi. Ma quella che sembrava la fortuna di una vita, l'approdo al Bernabeu, lo ha segnato. Dopo quell'esperienza, il terzino olandese ha giocato solo in squadre non certo eccezionali e ora, a 34 anni, dopo un primo ritiro e una carriera da rapper, è sotto contratto con il Racing Murcia, club dilettante di Tercera Division, il corrispettivo della nostra Serie D. Colpa anche un po' sua e di una vita non proprio da professionista. Le sue confessioni pubbliche rilasciate nel corso degli anni lo spiegano bene.

AMICI - Come le ultime rivelazioni, fatte ai microfoni di VoetbalInternational, che neanche a dirlo riguardano il periodo al Real Madrid. Quello in cui, circondato da grandi campioni, l'olandese si è...fatto trascinare un po' troppo. "Ricordo tante notti divertenti con Guti... A volte poi ci vedevamo con Sneijder, Robinho e Higuain. Io e Wesley eravamo grandi amici, inseparabili, e a volte esageravamo. E c'erano sere in cui si univa anche Higuain, diceva 'devo uscire con Wesley e Royston' e ci telefonava. Altre volte invece stavamo passando la serata a casa ed eravamo noi a chiamare Gonzalo: 'amico, alzati, andiamo a fare qualcosa!'". Insomma, non esattamente una vita da professionisti.

TRUCCHETTO - E come si fa quando ci si impegna con il club e con la propria famiglia a non uscire la sera? Semplice, si pensa a un trucchetto per non far sentire a nessuno che si sta sgattaiolando fuori... "Aprivamo il cancello, mettevamo la macchina a folle e la spingevamo per la discesa. Arrivati alla fine della via, alla rotonda, accendevamo il motore e nessuno se ne accorgeva. Una volta tornati, facevamo la stessa cosa. Spegnevamo il motore e spingevamo la macchina su per la salita. E poi tornavamo a casa passando per il piano di sotto e facevamo finta di aver passato tutta la notte stando tra di noi nel piano inferiore di casa. E nessuno si rendeva conto del fatto che invece eravamo usciti". Dunque, nonostante una carriera deludente, quando si trattava da uscire la sera erano invenzioni...da Pallone d'Oro.