Dramma familiare per Tevez: il padre è morto. L’Apache gli era legatissimo

A poche ore dalla sfida con il Newell’s arriva la tragica notizia. L’Apache ovviamente torna a casa.

di Redazione Il Posticipo

Il padre di Tevez non ce l’ha fatta. L’uomo lottava da tempo contro diversi problemi di salute e lo stesso Apache, qualche mese fa, aveva già annunciato che il signor Segundo non ce l’avrebbe fatta. Ha resistito sino a che ha potuto a poche ore dalla sfida con il Newell’s Old Boys che ovviamente non vedrà l’ex bianconero scendere in campo.

LUNGO ADDIO  – Come riportato da Inofbae la stessa società, tramite il proprio profilo twitter ufficiale ha dato la notizia spiegando la situazione. “Il Boca Juniors piange la morte di Don Segundo, il padre di Carlitos, e accompagna la famiglia Tevez e i loro amici in questo momento di così tanto dolore e tristezza”. L’allenatore Miguel Ángel Russo ha lasciato immediatamente andare il suo capitano, già di ritorno da Rosario per tornare a Buenos Aires. Il giocatore era pronto, per quanto si possa esserlo, all’addio all’amato Segundo che offriva da tempo di diabete e difficoltà legate al sovrappeso. Aveva superato, nel settembre dello scorso anno, una crisi legata al Covid ma con il tempo la situazione si è aggravata sino a non lasciare alcuna speranza.

LEGAME – Il legame fra l’Apache e Segundo, che non è il suo padre biologico, era fortissimo. Lo stesso calciatore aveva spiegato quanto fosse difficile, negli ultimi tempi, recarsi al capezzale del proprio caro e poi allenarsi e pensare al calcio. L’Apache però è riuscito a conciliare perfettamente il dramma familiare e gli impegni sportivi mostrando una grande forza di volontà anche se aveva confessato, in una recente intervista, le difficoltà. A volte piangeva nello spogliatoio, pensando sia alla prognosi infausta del padre che al modo in cui avrebbe gestito la situazione con le sue figlie. Del reso Segundo è stato molto più di un padre. In tutti i sensi. E Tevez non ha mai smesso di ringraziarlo: “si è preso cura di me senza averci niente a che fare. In me vide un ragazzo indifeso che non aveva una guida o altro. E mi ha accompagniamo in ogni momento della mia vita. Mi ha insegnato moltissimo”.

 

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