Dopo le polemiche, arriva la precisazione di Courtois: “Non ho mai detto che dovrebbero dare il titolo al Real, ma che se si giocano le partite che restano…”

Il portiere belga non è mai stato uno di quelli troppo attenti alla diplomazia e quando deve dire qualcosa, lo fa. L’ultimo caso riguarda la sospensione della Liga e la possibilità di assegnare il titolo al Barcellona. Ma le discussioni che hanno seguito quell’intervento lo hanno costretto a spiegarsi meglio…

di Redazione Il Posticipo

Quando parla Thibaut Courtois, sempre meglio aspettarsi qualche dichiarazione in grado di generare polemica. Il portiere belga, sin dai tempi dell’Atletico Madrid, non è mai stato uno di quelli troppo attenti alla diplomazia e quando deve dire qualcosa, lo fa. L’ultimo caso riguarda la sospensione della Liga e la possibilità di assegnare il titolo al Barcellona, primo in classifica con due punti di vantaggio sul Real Madrid. In un’intervista, l’estremo difensore dei Blancos aveva spiegato di non essere a favore di una possibilità del genere. Ma le discussioni che hanno seguito quell’intervento lo hanno costretto a spiegarsi alla TV di stato spagnola…

PRECISAZIONE – Spiegando perchè fosse contrario all’assegnazione del titolo al Barça, Courtois aveva tirato in ballo gli scontri diretti in questo campionato, a favore del Real con una vittoria e un pareggio. Quanto è bastato affinchè qualcuno sostenesse che il belga voleva che la Liga finisse alla sua squadra. Il che, secondo il portiere, non corrisponde per niente a quello che lui ha detto qualche giorno fa. “Non ho mai detto che dovrebbero dare il titolo al Real Madrid se si ferma la Liga. Ho detto che eravamo più in forma noi anche se avevamo perso con il Betis e che, se si giocheranno le undici partite che mancano, ho fiducia nel fatto che la mia squadra possa vincere il campionato”. Courtois sarà dunque contento di ricominciare, considerando che ci sono stati i primi allenamenti individuali.

RIPRESA – E spiega com’è andata. “Con guanti, mascherina, salire, scendere, stare a due metri l’uno dall’altro, allenamento individuale, disinfettare tutto… L’unica cosa che possiamo fare è cambiarci nel centro sportivo. È stato bello tornare a lavorare un po’, ma è stato strano, diverso. Comunque, riprendere il contatto con il campo e allenarsi  è meglio di niente…”. Per quel che riguarda le partite, c’è la possibilità che il Real decida di organizzare i suoi match al campo del Castilla, invece di aprire il Bernabeu per incontri che comunque saranno a porte chiuse. E il belga…si accontenta. “A noi piace giocare al Santiago Bernabeu, ma anche scendere in campo in uno stadio che ha il nome di una leggenda del club fa piacere”. Per una volta, niente polemiche. O quasi.

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