Dopo le critiche, Cañizares torna sulla morte di Reyes: “Una sventura, ma la prudenza in strada…”

Santi Cañizares ha ricevuto tantissimi insulti dopo il suo post sulla vicenda Reyes. Ora, l’ex portiere del Valencia torna sull’argomento e si difende dagli attacchi. Spiega il suo punto di vista e non solo.

di Redazione Il Posticipo

La morte di José Antonio Reyes ha segnato tutti, ex compagni, tifosi e fan dello spagnolo nonché le squadre per cui ha militato e tutto il movimento calcistico. E tra i suoi ex compagni, c’è qualcuno a cui esprimersi sulla vicenda è costato una bella vagonata di odio sui social. Santi Cañizares torna sull’argomento, spiega con un lungo post ciò che intendeva.

CRITICHE – Dopo la morte di Reyes, alcune dichiarazioni di Cañizares sono state oggetto di pesanti critiche e insulti. L’ex calciatore pensa di essere stato frainteso, anzi, strumentalizzato. Il fatto che avesse parlato di prudenza, ad esempio, era stato mal interpretato da molti come un attacco al compianto ex compagno di nazionale. L’ex portiere spagnolo, però, ora decide di scrivere una lunga serie di tweet sulla questione e esordisce rispiegando il proprio punto di vista, basandosi sulle perizie effettuate per stabilire la dinamica dell’incidente in cui il povero Reyes ha perso la vita.

RAMMARICO – “Da oggi conosciamo dettagli e opinioni sulla tragica morte di José Antonio Reyes; che tra l’altro hanno causato alcuni insulti e disprezzo nei mie confronti. Apro questa discussione un po’ pesante. Continua il mio profondo rammarico per questa tragedia che è costata la vita a un magnifico compagno di squadra e a un grande calciatore come José Antonio Reyes. E a proposito, a naso, direi che c’è chi ne dubita. Ricordo, specialmente per coloro che hanno letto solo i titoli dei media, quello che ho detto o che volevo dire quel giorno su Twitter: 1.- Mi dispiace per la tragedia 2.- Sono disgustato dalle persone che si rallegrano 3.- Il dolore è compatibile con la riflessione sull’applicazione di cautela sulla strada“. Cañizares continua: “Come pilota dilettante e pessimo di rally, ho imparato qualcosa dopo aver corso più di 100 gare“, aggiungendo una lunga lista di fattori tecnici che influiscono sulle frenate. E conclude: “Riassumendo: una sventura tremenda non avere tra noi una persona meravigliosa come José Antonio e nessuna ricostruzione ce lo restituirà. Tornando al principio, la prudenza non è una cattiva compagna e chi è contento della morte degli altri è molto cattivo“. Chissà se basterà a calmare gli animi…

 

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