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Donnarumma: “Vittoria che entusiasma. Capita di sbagliare, ci sto lavorando sopra per non ripetere errori”

Donnarumma: “Vittoria che entusiasma. Capita di sbagliare, ci sto lavorando sopra per non ripetere errori” - immagine 1
Il portiere azzurro a fine gara.

Redazione Il Posticipo

Non è una vittoria che regala un mondiale, ma serve eccome per trovare la forza per ripartire. L'Italia vince in Ungheria anche grazie e soprattutto alle parate di Gigio Donnarumma che cancella le ultime serate difficili in azzurro con una prestazione maiuscola. Il portiere analizza la sua prestazione ai microfoni di Raisport.

RISCATTO

Un riscatto per la nazionale e a livello personale. Donnarumma ha parato tutto il parabile e anche qualcosa di più. "Questa vittoria ci voleva per ridare entusiasmo anche se non si torna indietro. Il mondiale è e resta una ferita aperta. Dovevamo ripartire per l'Italia e gli italiani e soprattutto per chi credeva in noi. Adesso andiamo alle Final Four con l'idea di vincerla". Parate importanti. Più di istinto che di tecnica. Donnarumma si è specializzato nelle parate impossibili. "Oggi ho parato con quello che mi ha dato Madre Natura, poi ovviamente c'è anche il lavoro sulla fisicità e l'attacco palla. Sono contento, nei momenti di difficoltà mi sono stati vicini i miei cari, ringrazio loro e la mia fidanzata che mi hanno aiutato moltissimo a uscire da questo momento di grande difficoltà".

Donnarumma: “Vittoria che entusiasma. Capita di sbagliare, ci sto lavorando sopra per non ripetere errori”- immagine 2

LAVORO

Una serata che cancella anche gli errori e le critiche piovute negli ultimi tempi. "Il mio modo di approcciare alle partite non cambia. Le partite come stasera si preparano da sole sono speciali importanti, le affronto con serenità e cercando di trasmetterla alla squadra. Oggi è andata bene. A volte  invece può capitare di sbagliare e per noi portieri è dura perché non c'è spesso riparo dall'errore. Il segreto è rimanere concentrati e lavorare al massimo. Personalmente mi sono impegnato a capire dove e perché sia stato commesso l'errore senza rifarlo confrontandomi anche con il preparatore.  Poi può capitare anche, come è successo a giugno, che si possano commettere degli errori. Io ho sbagliato impiccando una partita che era già complicata. Ho capito che devo lavorare mentalmente su quando posso o non posso tentare certe giocate e mi ci sto impegnando".