Donati presenta il “suo” Milan al Celtic: “Hernandez è un treno, gli manca solo di fare ‘ciuf ciuf’. Uno come Ibra nasce una volta ogni 300 anni”

Donati è un doppio ex della sfida di Europa League tra i rossoneri e il Celtic. Normale dunque che gli scozzesi si rivolgano al vecchio amico, che ha giocato in biancoverde per due stagioni, per informazioni sugli avversari…

di Redazione Il Posticipo

La carriera di Massimo Donati non è andata come si pensava. Quando il Milan lo acquista nel 2001 dall’Atalanta, l’ex mediano sembrava avere un futuro luminosissimo, al punto da essere stato inserito nella celeberrima lista dei talenti di Don Balon. Poi però la storia racconta altro, con il friulano che ha girato tantissimo per l’Italia prima di trovare una seconda casa anche in Scozia. E infatti Donati è un doppio ex della sfida di Europa League tra i rossoneri e il Celtic. Normale dunque che gli scozzesi si rivolgano al vecchio amico, che ha giocato in biancoverde per due stagioni, per informazioni sugli avversari.

THEO – Donati non si fa pregare e al Daily Mirror regala la sua opinione sulla squadra di Pioli, soprattutto su una delle nuove stelle rossonere. “La squadra e giovane, corre molto ed è parecchio organizzata. Ibrahmovic è la stella, ovviamente, ma di recente ha saltato un paio di partite per il coronavirus e il Milan ha fatto bene anche senza di lui. Il terzino Hernandez è come un treno, è velocissimo, gli manca solo di fare ‘ciuf ciuf’. L’hanno scorso ha segnato sei gol o qualcosa del genere giocando in quel ruolo. Quando è arrivato a Milano era un normalissimo terzino sinistro, ora è uno dei migliori al mondo. È un talento incredibile. Ha cominciato questa stagione nella stessa forma di quella passata ed è un esempio dei buonissimi giovani che ha il Milan”.

IBRA – Insomma, occhio a Theo, ma meglio non sottovalutare gli altri. “Ma non c’è solo lui, anche altri stanno facendo bene e migliorano molto velocemente”. Anche perchè a guidarli non c’è mica uno qualsiasi… “Ibrahimovic è incredibile, calciatori come lui nascono una volta ogni 200 o 300 anni. La sua sola presenza sul campo è enorme. Ormai non corre più moltissimo, ma è fondamentale per il suo atteggiamento e per la mentalità che sa infondere nei giovani. Lo vedono in campo e pensano ‘devo correre tantissimo per lui’. È il loro leader naturale”. Dunque, il Celtic è avvisato…

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