A.A.A. Cercasi coach per Djokovic disperatamente

Dopo l’addio ad Agassi, per Djokovic arriva anche la rottura con Stepanek. E dato che l’ex numero uno del mondo si ritrova senza allenatore, i bookmakers cominciano le proprie proposte su chi affiancherà il serbo.

di Redazione Il Posticipo

A Nole Djokovic non ne va decisamente bene una in questo periodo. L’infortunio continua a condizionarlo e anche i suoi allenatori…cadono come mosche. Dopo l’addio ad Andrè Agassi, arriva infatti anche un altro comunicato da parte dell’entourage dell’ex numero uno del mondo. Il serbo ha interrotto anche la collaborazione con Štěpánek, l’head coach che Nole aveva assunto a novembre del 2017. Un’altra testa che rotola, insomma. Un trend che dopo la rottura con Boris Becker, che invece aveva resistito per tre anni, sembra restringere sempre più la durata degli allenatori del trentenne di Belgrado. Caccia al prossimo, quindi, con tanto di scommesse da parte dei bookmakers. Ma più che pensare a chi sceglierà Djokovic, perchè non cercare di capire di chi avrebbe più bisogno?

Pete Sampras

Vero, Pistol Pete non è un allenatore. Anzi, la realtà è che lo statunitense non ha mai provato l’ebbrezza, ma chissà che non possa essere anche quello il suo mestiere, dato che con la racchetta il classe 1971 ci sapeva fare eccome. Certo, ci sarebbe un mezzo…conflitto di interessi, dato che con 12 Slam vinti Djokovic insegue proprio Sampras nella speciale classifica, ma di certo avrebbe qualcosa da insegnare a Nole. Come per esempio il valore della continuità, dato che per ben sei volte Pete è riuscito a terminare l’anno solare in vetta alla classifica ATP, un record che gli appartiene ancora e che neanche Federer e Nadal sono riusciti (ancora) a togliergli. E chissà se la sfida di recuperare mentalmente l’ex numero uno del mondo e farlo tornare ai suoi livelli non possa spingere Sampras a fare il grande passo.

Martina Navratilova

Una donna come coach? E che problema c’è? Se poi parliamo dell’unica tennista in grado di vincere tutti gli Slam in tutte le discipline e di passare 332 settimane in vetta al ranking WTA, è comprensibile che il sesso dell’allenatore diventi praticamente ininfluente. La Navratilova ha un’altissima opinione di Djokovic, come ha dimostrato a Wimbledon 2014, descrivendo la vittoria del serbo su Federer come uno degli sforzi atletici e psicologici più importanti degli ultimi anni di tennis. Anche la ceca non è un coach a tempo pieno, ma ha già potuto saggiare le sue doti facendo da allenatrice dalla Radwańska. L’idea di confrontarsi con il tennis maschile sarà abbastanza attraente?

John McEnroe

Puntuale come le tasse e la vittoria di Nadal al Roland Garros, quando c’è un big a piede libero ecco subito che arriva il nome di Johnny Mac come possibile allenatore. E probabilmente, al momento attuale, lo statunitense è effettivamente tra i favoriti dei bookmakers, dato che un ritorno di Becker appare complicato e che Agassi è appena stato scaricato. Con Raonic non è andata benissimo, ma sicuramente con Djokovic Mac avrebbe molto più materiale su cui lavorare. E se proprio Kyrgios, colui che al momento sembra il prediletto del bad boy del tennis che fu, non ricambia la corte, possibile che McEnroe si…accasi con l’ex numero uno del mondo. Che, tra una racchetta che vola e l’altra, alla fine potrebbe anche beneficiare dell’argento vivo dell’americano e ritrovare la verve che ormai sembra aver smarrito. Si spera, non definitivamente.

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