Diventa un film la storia di Kaiser, il più grande calciatore…che non ha mai giocato a pallone!

“Voglio essere un calciatore ma non voglio giocare a calcio”. Un gran bel controsenso, quasi una cosa impossibile. A meno che non ci si chiami Kaiser. E sulla storia del brasiliano che per vent’anni ha ingannato il mondo del pallone, qualcuno ha voluto girare un film.

di Redazione Il Posticipo

“Voglio essere un calciatore ma non voglio giocare a calcio”. Un gran bel controsenso, quasi una cosa impossibile. A meno che non ci si chiami Carlos “Kaiser” Raposo, il più grande giocatore a non aver mai dato…calci a un pallone. Per oltre vent’anni il brasiliano, che in pura teoria risulta essere un centravanti, ha firmato contratti con le maggiori squadre del suo paese (e non solo!) salvo non vedere praticamente mai il campo fingendo infortuni più o meno clamorosi. Una vera e propria leggenda del football verdeoro, a cui ora è stata addirittura dedicata una pellicola cinematografica. Anche perché, se esiste una “carriera” calcistica da film, è certamente quella di Kaiser.

OSPITI D’ECCEZIONE – La stella del film è ovviamente Kaiser stesso (soprannominato così per una certa somiglianza con Beckenbauer), che racconta le sue mirabolanti avventure nel mondo del calcio brasiliano. Ma accanto alla sua narrazione spuntano anche figure leggendarie come Romario, Bebeto e Renato Portaluppi, che si divertono a spiegare come il loro “collega” riuscisse costantemente a ingannare le società per cui firmava, salvo poi sfuggire all’inevitabile, cioè alla discesa in campo, attraverso le scuse più assurde. Un vero e proprio genio della truffa, capace di ingannare persino le organizzazioni criminali brasiliane. Una storia da raccontare, un’occasione che il regista Louis Myles non si è certamente voluto far scappare.

UN FILM SUL CALCIO…MA NON TROPPO – E quindi il film racconta di un viaggio, quello di Kaiser, partito da una favela di Botafogo e passato per tutto il Sudamerica e persino per l’Europa, con una capatina in Francia all’Ajaccio. Il tutto rigorosamente senza saper dare calci ad un pallone. Insomma, una storia di calcio che poi così di calcio, in fondo, forse non è. C’è spazio per tutto ciò che circonda il dorato mondo del pallone, dal sesso, all’alcool e alla droga. “Le squadre che mi hanno ingaggiato hanno festeggiato due volte”, racconta divertito Kaiser. “Quando sono arrivato e quando me ne sono andato”. Cosa fa ora la leggenda? Gestisce una palestra e si autodefinisce personal trainer. Forse. Visti i precedenti, non è che ci sia molto da fidarsi. Ma una cosa è certa: ora Kaiser ha girato un film, poco importa che fosse proprio su di lui. E sul curriculum avrà molta più ragione di scrivere “attore” piuttosto che “calciatore”

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