Disavventura con la polizia per la moglie di Kolasinac: fermata in aeroporto con una pistola elettrica non dichiarata nel bagaglio

Quasi un anno dopo l’accaduto, il tentativo di rapina nei confronti di Mesut Özil e Sead Kolasinac continua ad avere effetti collaterali sulla vita dei due calciatori. La moglie del nazionale bosniaco ha rischiato di finire in carcere: è stata trattenuta dalla polizia in aeroporto per aver portato nel Regno Unito un’arma.

di Redazione Il Posticipo

Quasi un anno dopo l’accaduto, il tentativo di rapina nei confronti di Mesut Özil e Sead Kolasinac continua ad avere effetti collaterali sulla vita dei due calciatori. Era luglio 2019 quando i due giocatori dell’Arsenal sono stati minacciati con pistole e coltelli nel centro di Londra affinchè consegnassero i loro preziosi orologi. E solo la capacità di reazione del terzino aveva fatto sì che i malintenzionati fuggissero senza aver ottenuto nulla. Ora però, proprio per le conseguenze di quell’aggressione, la moglie del nazionale bosniaco ha rischiato di finire in carcere. Come riporta il Sun, Bella Kolasinac è stata trattenuta dalla polizia in aeroporto per aver portato nel Regno Unito un’arma.

TASER – La consorte del difensore, spiega il tabloid, dopo l’episodio di violenza subito dal marito, è tornata in Germania e ha acquistato un taser, con tanto di permesso richiesto alle autorità tedesche per portarlo sempre con sè. Peccato però che le norme aeroportuali britanniche prevedano che è illegale tentare di introdurre una pistola elettrica nel Regno Unito senza segnalarlo. E quindi, al suo arrivo all’aeroporto di Biggin Hill, la ventisettenne è stata presa in custodia dalla polizia doganale. A spiegare l’accaduto arriva un comunicato del portavoce di Kolasinac. “È stata tutta una grossa incomprensione. Il taser era nella sua confezione e non aveva le batterie. Bella è stata in grado di dimostrare che aveva mandato delle mail alla compagnia aerea per essere sicura che potesse portarlo nel Regno Unito. Sfortunatamente, quando ha ricevuto la risposta, che le spiegava che lo strumento non era legale, era già in aereo con il telefono spento”.

FERMO DI POLIZIA – Dunque, dopo il volo, è arrivata la perquisizione, con tanto di fermo di polizia perchè il taser non era stato dichiarato in sede di partenza. “La compagnia aerea ha informato il personale della dogana che aveva con sè una pistola elettrica prima dell’atterraggio. Lei non l’ha dichiarata perchè non pensava di aver fatto nulla di sbagliato, in Germania se si ha il permesso il taser può essere legalmente portato in un bagaglio. Ovviamente è molto preoccupata della sicurezza dopo quello che è successo a Sead e a Mesut”. Lo stesso Kolasinac ha negato che nella borsa di sua moglie fosse presente anche un manganello. Secca la risposta dell’Arsenal. Il club londinese, spiega il Sun, non ha voluto affrontare la questione. “È una questione personale, il club non vuole rilasciare commenti”.

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