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Diritti TV: pacchetti assegnati, ma Mediapro passa al contrattacco

Di Francesco Paolo Traisci. Mentre Sky e Perform si aggiudicano i diritti per la trasmissione dei prossimi tre campionati, Mediapro tenta la carta politica per far valere la propria posizione. Servirà a qualcosa?

Francesco Paolo Traisci

"A quanto pare sarebbe stata scritta l’ultima parola nella saga dei diritti audiovisivi della nostra serie A! Mercoledì 13 sono state aperte le buste con le offerte per i tre pacchetti che, come ormai sanno tutti, hanno visto le 10 gare settimanali suddivise in tre blocchi per fasce orarie. Il Pacchetto 5, quattro partite con gli orari migliori, una sabato pomeriggio, due domenica, una lunedì, in diverse fasce orarie. In senso analogo il Pacchetto 6, con tre partite fra sabato e domenica ed il Pacchetto 7 per la gara di sabato alle 20.30 e domenica alle 12.30 ed alle 15, giudicato il meno appetibile, con 114 partite.  Dove vedremo i match? Chi se li è aggiudicati? Nessuna sorpresa, gli aggiudicatari sono noti e sono stati annunciati da tempo: si tratta di Sky, per i primi due pacchetti e di Perform (società che trasmette in streaming e che manderà in onda le partite con la piattaforma DAZN, the zone, per chi legge) per il residuale.

"CIFRE - Le cifre? Si parla di 973,3 milioni, ossia la somma dei 790 messi da Sky per i due primi pacchetti ed i 190 di Perform. Con un incremento di circa 100 milioni rispetto alla somma delle offerte inizialmente rifiutate dalla Lega nelle precedenti aste, forse si è raggiunto un equilibrio economico fra le pretese economiche della Lega e l’offerta dei media. Ciò grazie ad un’alleanza fra due colossi, vista l’impossibilità per un singolo operatore di aggiudicarsi tutti e tre i pacchetti stabilita dal Decreto Melandri. Ma non è affatto detto che chi si sia aggiudicato ciascuno di essi provvederà direttamente a mandare in onda tutte le sue partite su tutte le piattaforme, né che il titolare di un pacchetto non possa mandare in onda quelle di un pacchetto assegnato ad altro operatore. 

"ACCORDI TRA OPERATORI - La possibilità di accordi commerciali fra operatori per trasmettere i singoli match è infatti presente nel bando tramite la clausola definita “Wholesale”, che prevede il diritto di ritrasmissione su altre piattaforme del proprio segnale. Serve, però, un accordo tra chi ha acquistato i diversi pacchetti. E sicuramente questo accordo già c’è stato e la sua conclusione ha probabilmente rappresentato la svolta per l’intera faccenda. Crediamo infatti che fosse già prevista una soluzione in tal senso al momento di confezionare gli schemi di pacchetti non con la a soluzione tradizionale sino a quel momento seguita, cioè di procedere per piattaforme (come nei primi due bandi iniziali, che non portarono all’aggiudicazione ad operatori della comunicazione), ma con quella alternativa che prevedeva i pacchetti con match divisi per fasce orarie. L’asta dei pacchetti con i match suddivisi per fasce orarie quindi appare frutto di una ricerca attenta e puntuale di una soluzione che consentisse agli operatori interessati di ottenere la concessione dei diritti, in modo da poi poter trasmettere le partite in base ad un accordo commerciale fra loro.

"DOPPIO ABBONAMENTO? - Come riporta il Messaggero, tramite un’applicazione digitale Perform garantirebbe la visione dei contenuti anche agli abbonati Sky e viceversa, consentendo quindi ai tifosi e agli appassionati di avere a disposizione tutte e 380 le partite stagionali. E così si riuscirebbe a dribblare il problema del doppio abbonamento, un modo per evitare anche le proteste delle associazioni dei consumatori, già sul piede di guerra dopo la pubblicazione del bando.  Gli abbonati Sky potranno vedere tutte le gare di campionato sul satellitare e (grazie a Mediaset ed all’alleanza Sky-Mediaset) sul digitale terrestre e quelli di Perform in streaming quelle aggiudicate a Sky.

"E MEDIAPRO? - L’unico scontento appare ora Mediapro, che dopo aver manifestato il proprio interesse per la nuova asta ha ritenuto non inserire alcuna offerta nell’asta vera e propria. Ma gli spagnoli non ci stanno. Dopo essersi visti respingere il reclamo contro il provvedimento del Tribunale di Milano, con il quale venivano annullati i bandi per la rivendita dei pacchetti che aveva configurato, e dopo che avevano dovuto assistere alla risoluzione del contratto per il mancato adempimento all’obbligo di prestare le garanzie previste nel contratto, i vertici di Mediapro avevano  annunciato battaglia su tutti i fronti. Senza trascurare la via giudiziaria (e precisamente quella della giustizia amministrativa, presso la quale Mediapro ha impugnato il provvedimento della Antitrust che, pur autorizzando la concessione di tutti i diritti nei suoi confronti, ha posto quelli che gli spagnoli ritengono paletti ingiusti alla sua attività di rivendita e soprattutto ha sancito il no definitivo al progetto del canale di Lega), gli spagnoli erano passati al contrattacco sul fronte politico.

"DOSSIER ALPHA - E lo hanno fatto inviando un dossier chiamato Alpha (con il chiaro riferimento alla serie A) al Ministro dello Sviluppo economico (con delega alle telecomunicazioni) Luigi Di Maio ed al sottosegretario alla presidenza del Consiglio (che, pare avrà la delega allo sport) Giancarlo Giorgetti, i due componenti del nuovo governo che si occuperanno di telecomunicazioni e di sport. Nel dossier sono riassunte le vicende degli ultimi quattro mesi, dal momento in cui gli spagnoli si sono aggiudicati la totalità dei diritti televisivi partecipando all’asta riservata agli intermediari indipendenti. Nel memoriale gli spagnoli illustrano il loro punto di vista su tutta la vicenda, partendo dalla mancata presentazione delle garanzie finanziarie che avrebbe determinato la risoluzione del contratto di assegnazione (che sarebbero state prestate da Joye Media, nuova controllante finale dopo l’ingresso dei cinesi di Orient Hontai) e passando alla “guerra” economica e giudiziaria con Sky. che avrebbe agito con la volontà di “eliminare ogni tipo di concorrenza e rafforzare la posizione acquisita”.

"LA POSIZIONE DI SKY - Ecco, sicuramente sotto accusa sono la posizione egemone di Sky sul mercato italiano, le intese con altri operatori, che potrebbero essere ritenute restrittive della concorrenza, e le pressioni sulla Lega ed alcuni suoi esponenti per favorire un atteggiamento di chiusura nei confronti di Mediapro. Ciò però, con ogni probabilità, non sembra in grado di determinare cambi di rotta nell’attuale situazione, anche perché la posizione predominante di Sky è un dato di fatto già esaminato in chiave antitrust. Forse in però in ottica futura e con un ampliamento di orizzonti potrebbe invece essere ipotizzabile una revisione della posizione giuridica delle nostre autority nei confronti del colosso delle comunicazioni. Ma non adesso…   

"RICERCA DI EQUILIBRIO - Indubbiamente Sky ha oggi una posizione egemone nel nostro mercato delle telecomunicazioni, ma che a volte la costringe anche ad adeguarsi alle richieste del mercato e della politica adattando ad esse le proprie scelte imprenditoriali. Sicuramente è dovuta andare incontro alle richieste dei vertici dello sport italiano per trovare una soluzione imprenditoriale alla vicenda dei diritti audiovisivi che, senza sbilanciare troppo i propri conti, consentisse di trasmettere dirette delle partite di calcio. Una soluzione arrivata in extremis. Trovare il punto di equilibrio fra le pretese dei club, i cui ricavi provengono solo al 15% dagli introiti del botteghino ed al 20% grazie a sponsor, mentre il 65% viene dai proventi dei diritti televisivi, le strategie imprenditoriali dei club, ma soprattutto gli utenti, che debbono riuscire a vedere i match senza grandi esborsi è stato difficile ed un accordo è arrivato solo in extremis.

"FUTURO - E per il futuro? Godiamoci questi tre anni, poi probabilmente si dovranno trovare soluzioni diverse; quella più praticabile è sicuramente il canale della Lega. Allo stato attuale è stata una soluzione impossibile da attuare per la mancanza dei presupposti tecnici ma soprattutto giuridici. Ci sono però tre anni per attrezzarsi…