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Diritti TV 2021/24, l’obiettivo è sforare il miliardo. Come si fa?

Di Francesco Paolo Traisci. L’obiettivo è stato fissato. 1,5 miliardi annui per la cessione sul mercato nazionale dei diritti audiovisivi del campionato di calcio per il prossimo triennio. 1,5 miliardi che corrispondono alla somma dei prezzi...

Francesco Paolo Traisci

"L’obiettivo è stato fissato. 1,5 miliardi annui per la cessione sul mercato nazionale dei diritti audiovisivi del campionato di calcio per il prossimo triennio. 1,5 miliardi che corrispondono alla somma dei prezzi minimi per i vari pacchetti. Riuscirà la Lega A a raggiungere quest’obiettivo, per la verità ambizioso, visti i tempi che corrono, ed aumentare i ricavi rispetto a quelli ottenuti dal triennio in corso, ossia 973 milioni, con 780 da Sky e 193 da DAZN? Questi 973 milioni formano la componente principale degli 1,4 miliardi che tutto compreso, ossia oltre ai diritti domestici, aggiungendo quelli esteri, di Coppa Italia e Supercoppa ed altro, la Lega incassa per la trasmissione delle sue partite.

Troppo tardi per la media company

"Ed ora è partita la nuova corsa ai diritti audiovisivi, che saranno gestiti come in passato con la procedura dei bandi e delle offerte pubbliche. Non c’è stato infatti il tempo di aspettare la media company che è in fase di costituzione e che nel futuro gestirà tutti i diritti di immagine, compresi quelli audiovisivi… Senza ulteriori indugi, anche perché il tempo stringe, sono così partite le varie procedure per individuare i potenziali partner interessati e quindi ritagliare i vari pacchetti dell’offerta nei modi più redditizi possibile per animare le offerte. Il bando per i diritti sul mercato internazionale è stato già pubblicato il 23 novembre senza cifre minime e quindi sapremo tutto quando, il 12 gennaio, scadrà il bando e saranno aperte le buste con le offerte. Poi potrebbe esserci comunque spazio per trattative private. Ma il grosso riguarda comunque il mercato interno.

La situazione di Sky

"E qui qualcosa, e anche qualcosa di importante, è cambiato rispetto al passato. Non c’è più solo Sky, interessata alle trasmissioni via satellite e marginalmente a quelli sulle varie piattaforme OTT e streaming sulle varie piattaforme informatiche di internet, con la stessa SKY costretta a trovare partner per evitare di incorrere nei divieti del no single buyer previsti dal D.L. Melandri (e dalla normativa comunitaria), come poi è accaduto per la trasmissione internet. Sky che da una parte ha dichiarato di non voler spendere più di 700 milioni e che, dall’altra, è ancora ai ferri corti con la Lega per il contenzioso relativo ai 130 milioni non versati alla Lega dell’ultima rata della passata stagione, dopo che la richiesta di uno “sconto” era stata respinta al mittente. La stessa Sky, peraltro, che non potrà avere alcuna esclusiva per la piattaforma digitale in seguito alle note vicende giudiziarie. I rapporti con Sky sono dunque ai minimi termini, ma sul fronte delle pay tv non sembrano esserci grandi alternative, a meno di non coinvolgere qualche media company straniera convincendola a sbarcare sul mercato italiano.   

Nuovi player sul mercato interno

"Ma nuovi player si sono affacciati, soprattutto per un mercato, quello delle piattaforme OTT, che grazie alla tecnologia appare in forte espansione e sempre più appetibile. Amazon, dopo aver acquistato i diritti su alcune gare della Champions League pare averci preso gusto e pare intenzionata a sbarcare sui vari campionati nazionali, il nostro compreso. Ma anche TIM pare stia valutando se partecipare anche lei per qualche pacchetto sul digitale. Riusciranno, in questo momento difficile, in cui le casse piangono, ad aumentare i loro ricavi con i diritti audiovisivi, per quella che è rimasta, in questi tempi di crisi, l’unica fonte di sostentamento a cui aggrapparsi? Lo speriamo e vogliamo essere ottimisti come si sono mostrati il Presidente Dal Pino con l'AD De Siervo. D’altronde sono loro gli specialisti e stanno lì per quello!