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Diego Costa, toreador più che goleador: se gioca male, finisce…in ospedale

Toreador o goleador? La situazione di Diego Costa sembra più attinente alla corrida che al calcio. Se lo spagnolo giocherà male le proprie carte, finirà in ospedale. Nessun toro di mezzo, ma una fastidiosa vite...

Redazione Il Posticipo

In attesa di capire se Diego Costa sarà disponibile a giocare dal primo minuto a Girona, l’attaccate dell’Atletico ha una certezza. Se gioca bene, l’Atletico ha sempre una maglia pronta da consegnarli nell’undici titolare. L’alternativa? Non delle migliori. Finire in ospedale. Sembra più corrida che calcio. Eppure, la storia piuttosto strana che sta caratterizzando l’inizio stagione del centravanti colchonero lo associa più a un toreador che a un calciatore...

PIEDI – La situazione è nota. Simeone dipende dai suoi piedi, nel senso più pieno del termine. Diego Costa, prima o poi, dovrà tornare sotto i ferri per rimuovere una vita che gli è stata inserita dopo un’operazione. Dodici anni dopo, è ancora lì e causa un certo fastidio all’attaccante spagnolo che deve convivere con il dolore. A tal punto che si è scatenato un dibattito: meglio fermarlo e permettergli di rimuovere la vite, oppure continuare a farlo giocare, considerando che, al netto del fastidio, è possibile rimandare l’operazione?

GIOCO – Diego Costa avrebbe, secondo Marca, risolto la situazione prendendosi la responsabilità di scendere in campo. Una scelta che rende molto felice Simeone. L’allenatore non ha tantissime alternative al suo centravanti e in una Liga così equilibrata l’incidenza di Diego Costa ha un peso specifico importante nell’economia del campionato. È anche vero, però, che la sfida in casa del Girona potrebbe fungere da spartiacque. Se il ragazzo continuasse a soffrire, a quel punto andare sotto i ferri sarebbe l’unica opzione praticabile. Il che significa perdere il calciatore per i prossimi due mesi. E dunque? Il ragionamento finisce da dove si è cominciato: è calcio ma sembra corrida. Come il matador, Diego Costa ha solo due scelte. O fa bene la sua parte, o... finisce in ospedale.