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Di nuovo tra i Dilettanti? Il calcio femminile non ci sta e protesta

La Corte di Appello Federale ha stabilito che il campionato di calcio femminile di A e B torni sotto l'egida della LND. Una sconfitta per le calciatrici, dopo aver sfiorato il sogno di essere considerate professioniste. Ma il calcio in rosa non ci...

Redazione Il Posticipo

Retrocesse in serie D? Piuttosto restituite. In ogni caso, il calcio femminile non ci sta. Tutto nasce dalla decisione della Corte d'Appello Federale. L'organismo ha deliberato che i tornei di Serie A e Serie B di calcio femminile tornano sotto l’egida della Lega Nazionale Dilettanti: lo ha deciso accogliendo il ricorso della LND contro la delibera del Commissario Straordinario FIGC Roberto Fabbricini.

DELUSIONE - La decisione della CAF ha provocato enorme delusione nel movimento e nelle calciatrici, che auspicavano, complice la partecipazione di grandi “marchi” come Juventus, Inter Fiorentina e Roma di essere riconosciute come professioniste. Molte calciatrici, infatti, non riescono a dedicarsi come vorrebbero all’attività sportiva proprio perché molte società non riescono a garantire loro lo stipendio. In questo senso, un passaggio al professionismo avrebbe significato moltissimo. E il “no” a farle gestire dalla FIGC sarebbe stato interpretato come un “no” alla possibilità di crescita del sistema. E ha generato profonda delusione nelle squadre di A e B.

COMUNICATO – A tal proposito la Roma ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un comunicato, che è stato condiviso da tutti i club di calcio femminile: “I Club di Serie A e Serie B, le Calciatrici e gli Allenatori/Allenatrici del Calcio Femminile prendono atto della sentenza della Corte Federale d’Appello del 26 luglio u.s. che ha annullato la delibera del Commissario Straordinario della FIGC del 3 maggio 2018, con la quale veniva inquadrata, all’interno dell’organizzazione della stessa FIGC, la Divisione Calcio Femminile con attribuzione a quest’ultima dell’organizzazione dei relativi Campionati di Serie A e Serie B. In attesa di conoscere le motivazioni di detta sentenza, riservandoci di incontrarci congiuntamente al più presto per valutare ogni possibile azione nell’interesse collettivo del Calcio Femminile in Italia, non possiamo non manifestare il nostro disappunto per quello che, a nostro avviso, appare un brusco arresto dello sviluppo dell’intero sistema, soprattutto alla luce dell’interesse già dimostrato in diverse sedi dalle stesse Società, dalle Calciatrici e dagli Allenatori e Allenatrici, le quali hanno individuato nella Divisione Calcio Femminile della FIGC il miglior veicolo per avvicinarsi ai benchmark internazionali di riferimento nel momento in cui è evidente, anche in virtù degli ultimi importanti risultati sportivi, la rapida crescita del movimento, a beneficio di tutte le componenti coinvolte”.