Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Di Natale: “A fine allenamento lavoravo con Sanchez. Fortissimo, se l’Inter lo tiene fa un affare”

Antonio Di Natale, un attaccante che ha scritto la storia in... bianconero. Non quello della Juventus, ma in Friuli. Nessuno, come lui ha esaltato il concetto di bomber di provincia. E anche da allenatore non ha perso... il tocco magico.

Redazione Il Posticipo

Antonio Di Natale, un attaccante che ha scritto la storia in... bianconero. Non quello della Juventus, ma in Friuli. Nessuno, come lui ha esaltato il concetto di bomber di provincia. Oggi allenatore delle giovanili dello Spezia, Di Natale ha parlato a "Calciomercato, l'Originale" e sembra destinato a ripercorrere gli stessi successi.

CUORE - Di Natale è passato alla storia come "Signor No". il primo, alla Fiorentina.  "Sono andato via giovanissimo da Napoli. Non ho mai giocato perché può essere un peso. Se le cose vanno male, vivendo in una città dove tutti ti conoscono, diviene difficile.Qualcuno ha trovato il coraggio, io no. Giocavo in una società satellite dell'Empoli. Poi con Baldini sono salito in serie A. Mi chiesero di andare a Firenze e poi non se ne fece nulla. Dissi sì all'Udinese di Spalletti. E anche con Guidolin si è fatto un lavoro eccezionale".

SIGNOR NO - E ha messo radici in Friuli. Dicendo no anche alla Juventus. "Ho sempre scelto con il cuore. Mi dissero che c'era la possibilità di andare alla Juve. La mia famiglia stava bene a Udine e ho voluto chiudere la carriera a Udine".  Un legame che sembrava indissolubile. Poi è finita. Senza rancore. "Non sono rimasto a Udine perché dopo aver scritto la storia ho cercato di pensare anche alle esigenze della famiglia. Mia moglie è di Empoli e sono voluto tornare vicino a casa. Non ho rimpianti. Ho sbagliato il rigore ai quarti di finale con la Spagna nel 2008. Poi però gli ho fatto gol nella edizione 2012".

ALLENATORE - Oltre 200 gol in serie A, un simbolo del calcio italiano: "Sono sempre andato in cerca della qualità. Consiglio come calciare, attaccare il primo palo o il secondo palo, ma la prima cosa che insegno è la cultura del lavoro. Mi piace molto lavorare con i ragazzi. Quando ho smesso di giocare è stata una decisione maturata nel tempo, ma ho capito sei mesi prima che testa e fisico non c'erano più".

INFINITI - Il talento non invecchia. Di Natale ha segnato più di Baggio e Del Piero senza aver mai giocato in un top club. "Ho giocato in serie A meno di loro. Ho segnato tantissimo negli ultimi 10 anni". E da "Over 30" ha superato diverse volte quota venti. "Marino è stato bravo a mettermi davanti. Mi divertivo parecchio. Ho insegnato a Sanchez i movimenti del 4-3-3. Se lui sta bene fisicamente ti garantisce 20-25 gol all'anno. Se l'Inter lo tiene avrà in casa un grandissimo attaccante".