I…Due di Piccari – Roma capoccia, voli in vetta, maggior impegno e muri che crollano

Marco Piccari ci racconta a modo suo i personaggi top e flop del nostro amato calcio. Che oggi sono eccezionalmente quattro, vista l’importanza della tredicesima giornata di Serie A.

di Marco Piccari

 Quanto sei bella Roma quand’è er tramonto, quando l’arancio rosseggia ancora sui sette colli…

Al calar del sole e al termine del derby, Eusebio Di Francesco ha cominciato a cantare intonando una dichiarazione d’amore alla sua Roma. Il motivo è del tutto lecito: primo derby vinto da allenatore, contro una Lazio reduce da 9 vittorie stagionali, di cui 6 in campionato. Un successo firmato dal tecnico che in campo ha esibito una bella Roma. Squadra propositiva, corta e con tanta voglia di vincere la partita. Gli uomini di Di Francesco hanno preso il comando delle operazione fin dal principio, il pressing costante ha relegato la Lazio nella propria metà campo, impedendo alla banda Inzaghi di fare il loro gioco. Al fischio finale Eusebio sorrideva e cantava,  al tramonto del derby la sua Roma si è fatta bella e speranzosa.

Canterino e anche Luciano Spalletti. Uscendo da San Siro, dopo la vittoria dell’Inter contro l’Atalanta, l’ex tecnico della Roma ha intonato Volare nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù. Più che blu, neroazzurro. Eh sì, perché l’orizzonte per Spalletti è sempre più nerazzurro. Imbattuto in campionato dopo 13 giornate con la seconda migliore difesa del torneo e secondo posto in classifica. Se non canta lui, che deve cantare? Luciano sorride ed è felice di stare lassù e lassù vuole rimanere.  Al faccia di chi gli ha cantato ragazzo fortunato per spiegare il cammino dell’Inter fino ad oggi. Un Inter che ora sogna ad occhi aperti.

 
Si può dare di più perché è dentro di noi. Si può osare di più senza essere eroi…

È il brano che dedichiamo a Simone Inzaghi e alla Lazio. Troppo poco quello fatto vedere in campo da una squadra che prima del derby aveva conquistato 28 punti in 11 partite. Troppo attesa, troppo bassa, aspettando una ripartenza che non è mai avvenuta. Archiviare e riprendere il cammino, si può dare di più, ma molto di più. Si può osare di più: forza e coraggio.

Un brano di Jovanotti, lo intoniamo al mister campione d’Italia Max Allegri. Muratore, Muratore. Costruisce muri il muratore. Armato di cemento costruisce un nuovo muro. Il nuovo muro della Juve di Allegri è fragile e non regge più l’urto. Ogni spallata un crepa che toglie certezze e alimenta dubbi. 14 reti subite in 13 partite di campionato, 10 gol incassati fuori casa, 3 volte in svantaggio e 2 nelle ultime due partite: veramente tanto per quello che è stato da sempre il migliore reparto della Juventus. La BBC non c’è più, il bunker è crollato. Il costruttore ha realizzato un muro troppo fragile, serve più cemento ma di quello armato per continuare a rimanere in alto. Senza protezione non si vince.

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