Di Francesco ricorda la A con il Sassuolo: “La mia giornata più importante”

L’ex tecnico neroverde rivive  sensazioni ed emozioni nel “compleanno” del Sassuolo che diventa “grande” il 18 maggio del 2013, centrando la promozione in serie A.

di Redazione Il Posticipo

Eusebio Di Francesco racconta  sensazioni ed emozioni nel “compleanno” del Sassuolo che diventa “grande” il 18 maggio del 2013, centrando la promozione in serie A. L’ex tecnico, in una lunga intervista rilasciata al Resto del Carlino, ricorda quella data e non solo.

PROMOSSO – Quattro anni in Emilia, con una breve parentesi lontano dalla panchina. Richiamato, salva il Sassuolo e pone le basi di una solida realtà passando anche per l’Europa.  “Il tempo passa, ma resta sempre un bellissimo ricordo, che si lega tra l’altro al fatto che il 18 maggio era anche il compleanno di Giorgio Squinzi. Credo sia molto  bello portarsi dentro emozioni del genere, che è stato un privilegio poter vivere e condividere. Ricordo ancora nitidamente l’insieme. Il ritiro, l’attesa, le mille emozioni, le lacrime di tanti e i sorrisi di tantissimi. Ogni volta che vedo le immagini di quella sera ho ancora i brividi,  credo sia stata la giornata più importante del Di Francesco allenatore. Quella con la Roma contro il Barcellona fu una impresa, ma il Sassuolo in A era inimmaginabile”.

IMPRESA – Di Francesco ritiene quella promozione il suo traguardo più importante. “Se parliamo del Sassuolo in serie A, ci si riferisce a una cosa che nessuno si aspettava potesse succedere. Quella gara con il Livorno fu il punto di arrivo di un percorso splendido:  dietro quella impresa c’era un gruppo splendido, la sintonia totale con tutto l’ambiente e i vertici societari. Una forza che ci aveva permesso di andare oltre una piccola crisi di risultati che sembrava poter allontanare il traguardo. Ripenso spesso a quel momento. Una stagione dominata dall’inizio in cui si poteva però fallire l’obiettivo. Invece siamo sempre rimasti uniti. E la coesione alla fine ha fatto la differenza. Anche per quello credo che quella promozione sia stata la cosa più importante che ho fatto da allenatore”.

 

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