Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Di Canio e i suoi Old Firm: “Ho cercato Ferguson fin dentro gli spogliatoi, volevo mettergli le mani addosso!”

GLASGOW, UNITED KINGDOM - MARCH 16:  Rangers player Ian Ferguson (l) challenges Paolo Di Canio of Celtic during an Old Firm game at Parkhead on March 16, 1997 in Glasgow, Scotland. (Photo by Shaun Botterill/Allsport/Getty Images)

L'esperienza scozzese di Di Canio dura una sola stagione, abbastanza per essere votato calciatore dell'anno dai tifosi del Celtic e per rischiare di passare alla storia...per una rissa negli spogliatoi durante l'Old Firm...

Redazione Il Posticipo

Negli anni Novanta, Paolo Di Canio è stato uno dei primi calciatori italiani di una certa importanza a tentare l'avventura all'estero. E visto il personaggio, la sua scelta non poteva che essere di quelle particolari. L'attaccante romano se ne va a Glasgow, sponda Celtic, nella stagione 1996/97, proprio mentre ai Rangers c'è un altro tipo niente male come Paul Gascoigne. L'esperienza scozzese di Di Canio dura una sola stagione, abbastanza per essere votato calciatore dell'anno dai tifosi e per rischiare di passare alla storia...per una rissa negli spogliatoi durante l'Old Firm. L'ha raccontato lo stesso protagonista in un'intervista a FourFourTwo che spiega bene quale fosse all'epoca l'atmosfera del match più sentito del calcio scozzese...

ATMOSFERA - "Ricordo gli Old Firm come partite dall'enorme valore emozionale. Ne avevo sentito parecchio parlare, ma non immaginavo come sarebbe stato davvero. La tensione, l'amore, le canzoni... Mi ha impressionato parecchio. Sapevamo tutti che era qualcosa che andava al di là del calcio e questo rendeva la cosa ancora più potente. Allo stadio si sentiva una rabbia positiva, che a volte fuori dall'impianto diventava negativa. Ma noi calciatori sentivamo una carica positiva che dovevamo mettere in campo in maniera intelligente. Da tifoso laziale, ero più sensibile di molti altri a partite del genere: le apprezzavo, le ammiravo e soprattutto ne capivo il significato. Quando giochi contro i Rangers non puoi permetterti distrazioni, se la mia famiglia era allo stadio ma le dimenticavo totalmente. Ero così concentrato che ci riscaldavamo a -5 gradi e non sentivo freddo, nonostante fossi a maniche corte. Pensavo 'sono in Scozia, sono uno dei guerrieri del Celtic e devo mettere in campo tutte le mie qualità'". Anche quelle...non proprio calcistiche.

IAN FERGUSON - Come quando, nel marzo 1997, Di Canio comincia a punzecchiarsi con Ian Ferguson, uno dei simboli dei rivali, durante un Old Firm casalingo. "Abbiamo perso 1-0 con gol di Brian Laudrup. Non ho segnato, ma ho preso la traversa. È stata una sconfitta pesante. Ian Ferguson mi ha provocato e io, visto il mio carattere e anche la situazione, volevo vendicarmi. Lui era il tipico calciatore dei Rangers, quello tutta grinta. Io invece avevo segnato nella vittoria per 2-0 in coppa dieci giorni prima ed ero il calciatore di qualità del Celtic, ma con un bel caratterino. Ferguson aveva cominciato a infastidire altri calciatori, poi lo ha fatto con me, mi ha colpito da dietro, mi tirava il colletto, cercava di provocarmi. E da quel momento, io non volevo fare altro che mettergli le mani addosso. E poi a fine partita prendeva in giro i nostri tifosi. Ho cercato di raggiungerlo fin dentro gli spogliatoi, ma era pieno di gente e ci hanno separati", spiega di Canio tra le risate. Dimostrazione di come l'atmosfera dell'Old Firm fosse perfetta per lui...