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Demiral: “All’Atalanta si lavora più che alla Juventus. A Manchester gioia e rimpianto”

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Un anno che Merih Demiral  non scorderà facilmente. L'affermazione ad alti livelli con l'Atalanta, la paternità e prospettive da top player.

Redazione Il Posticipo

Un anno che Merih Demiral  non scorderà facilmente. L'affermazione ad alti livelli con l'Atalanta, la paternità e prospettive da top player. Il calciatore, che fra Dea e Nazionale ha annunciato sui social di essersi sposato da poco ed essere diventato padre. E su Fanatik ha tracciato il bilancio della stagione.

ATALANTA - L'esperienza con l'Atalanta gli ha cambiato la vita. "L'Atalanta ha le migliori infrastrutture in Italia e non c'è nessuna squadra dove ci si alleni così intensamente, è stata una esperienza molto più dura rispetto agli allenamenti alla Juventus dove sono rimasto impressionato dalla cultura del lavoro di Cristiano Ronaldo. In alcune sedute arrivavamo a percorrere anche otto o dieci chilometri al giorno. Credo che non esista un club migliore per un giovane che voglia migliorarsi. Ho instaurato un ottimo rapporto anche con i tifosi. Amano il mio atteggiamento in campo, gli piace il mio carattere, mi trattano come fossi uno di loro e ad ogni partita c'è uno striscione di incitamento scritto in turco. Mi ha fatto davvero molto piacere. A livello di risultati forse avremmo potuto ottenere qualcosa in più ma ci sono i presupposti per ambire a qualcosa di importante".

ESPERIENZA - Demiral si sente valorizzato anche a livello calcistico e umano. "All'Atalanta ho trovato in gruppo fantastico, sono in ottimi rapporti con tutti i compagni, si sente un'atmosfera familiare all'interno della squadra. Basti pensare che un ucraino e un russo sono amici. Mi lascio alle spalle la stagione in cui ho giocato più partite della mia carriera. Sono cresciuto colmando alcuni limiti nelle partite e negli allenamenti e soprattutto ho accumulato esperienza internazionale giocando in Champions e in Europa League. La sfida di Manchester mi ha lasciato un certo rimpianto per il risultato finale ma all'Old Trafford ho anche segnato un gol, non lo dimenticherò mai".

TURCHIA - Adesso è il momento di pensare alla nazionale. "In Italia vedo spesso Calhanoglu, Bergamo e Milano sono distanti 50 chilometri, cerchiamo spesso di incontrarci, spesso beviamo il tè insieme. Hakan è stato promosso capitano in nazionale, credo se lo meriti. Abbiamo sfiorato il mondiale impensierendo il Portogallo, siamo stati anche vicini ad eliminarlo ma gli episodi ci hanno penalizzato. Adesso pensiamo alla Nations. La nazionale, per me, è un posto speciale e importante per il nostro Paese, spero di qualificarci a tutti i tornei più importanti".