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De Zerbi: “Via dal Sassuolo scelta spericolata, ma avevo dato il massimo”

De Zerbi: “Via dal Sassuolo scelta spericolata, ma avevo dato il massimo”

Il tecnico dello Shakhtar deve ancora completamente metabolizzare l'addio al Sassuolo.

Redazione Il Posticipo

Roberto De Zerbi e le sue scelte spericolate. Il tecnico dello Shakhtar deve ancora completamente metabolizzare l'addio al Sassuolo. E proprio attraverso i canali del sito sassuolonews.it concede una lunga intervista in cui ripercorre emozioni e sensazioni in Emilia. E cosa lo ha portato in Ucraina, dove si giocherà l'accesso ai gironi di Champions contro il Monaco.

SASSUOLO - Il legame con Sassuolo resta fortissimo: "Mi ritengo una persona insaziabile. E ciò mi porta a vedere realtà diverse da come sono. Credo sia stato un ottimo lavoro. un triennio fantastico ma resta sempre l'idea che si poteva fare qualcosa in più. Si parla ancora del mio sfogo legato alla Superlega. Non ce l'avevo con il Milan, non riesco ad accettare l'idea della Superlega. E lo dissi anche allo Shakhtar. Se avessero aderito, non sarei andato. E comunque la scelta più spericolata è stata quella di andare via. Non ho ancora elaborato il distacco. Sono un passionale, tagliare la corda che mi legava al Sassuolo non è facile. Anche perché la società mi ha sempre appoggiato. Sono un rompiscatole (eufemismo) chiedo a tutti di spingere al 100%. Penso di essere stato apprezzato come persona. Ho percepito il tutto nell'ultima partita con la Lazio. Il lavoro finisce ma rimane la persona. Ho sempre vissuto al confine fra le mie certezze e il senso di responsabilità nei confronti di una società che spendeva fior di milioni e di 25 ragazzi da gestire. ".

ADDIO - Il Sassuolo poteva essere una nuova Atalanta. "Ne ero consapevole, volevo proprio quello. Ho sempre preso l'Atalanta come esempio perché anno dopo anno sono sempre cresciuti e migliorati. Non c'è stato un momento preciso in cui ho deciso di andarmene. Sentivo il Sassuolo come qualcosa di mio, ne ero addirittura geloso. Però sono anche una persona che non si accontenta mai. Ho sofferto molto nel momento in cui ho scelto di andare via. Anche troppo per un professionista. Ancora adesso ho il rimpianto di essere andato via, ma guardandomi indietro e ragionandoci su, se ho preso questa decisione significa che qualcosa, nella mia testa, era scattato. Credo che ogni esperienza vada vissuta al 100%. Al Sassuolo avevo raggiunto il massimo di ciò che potevo fare. Fermarsi significa anche accontentarsi. E io non sono fatto per rilassarmi e vivacchiare quindi va bene così".