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De Zerbi: “L’ottavo posto è tanto, ma potevamo avere 50 punti. Spero che Boga e Traore vogliano maturare…”

FLORENCE, ITALY - DECEMBER 16: Roberto De Zerbi, manager of US Sassuolo reacts during the Serie A match between ACF Fiorentina and US Sassuolo at Stadio Artemio Franchi on December 16, 2020 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il Sassuolo, tra le squadre della Serie A, è quella più vicina alle sette che si giocano tutte le posizioni europee a disposizione. Se si considerano le tante assenze, gli emiliani stanno certamente facendo bene. Ma de Zerbi tiene alta la...

Redazione Il Posticipo

La prima...delle umane. Il Sassuolo, tra le squadre della Serie A, è quella più vicina alle sette che si giocano tutte le posizioni europee a disposizione. Se poi si considerano le tante assenze avute dalla squadra di De Zerbi, gli emiliani stanno certamente facendo bene. Il tecnico ne è consapevole, ma non per questo smette di sognare in grande. L'allenatore dei neroverdi parla a SassuoloChannel prima della partita contro la Fiorentina e cerca di tenere alta la tensione in vista del finale di campionato.

SETTIMO POSTO - "Le prime 7, al di là del distacco di punti che c'è con l'ottava, la nona, la decima, fanno un campionato a parte, perché immaginare Lazio, Napoli, Roma non nelle prime 7 è difficile però è anche vero che 11 punti di distacco potevano essere meno, per quello che ha detto il campo, o lo dico in altre parole, 43 punti per quanto fatto sono pochi. Poi magari non cambiava niente nella posizione in classifica però 43 punti, per quello che abbiamo fatto, avremmo potuto avere più di 50 punti ma tranquillamente. È vero che tutti potrebbero fare questi discorsi ma guardo in casa mia, guardo quanto fatto, quello che abbiamo creato, quanto fatto e subito, non penso di dire una cosa troppo a favore nostra ma se non li abbiamo evidentemente qualcosa ci è mancato". Insomma, De Zerbi voleva di più, indipendentemente dalle altre.

ASSENZE - Ci sono però parecchie attenuanti."Ad oggi l'ottavo posto è tanto, forse è il massimo di quello che potevamo raggiungere. Se poi consideriamo quello che è successo, l'emergenza, il Caputo vero lo abbiamo avuto solo le prime 8-9 partite, Defrel anche, Berardi è stato fuori parecchie partite, Boga ha avuto un'annata complicato e ha fatto 3 gol in 30 partite e spiega la complessità di quello che è stato, questo dà ancora più valore alla posizione che stiamo occupando e che abbiamo occupato quasi tutto l'anno ma mancano 8 partite e ancora non è chiuso nessun tipo di discorso. Però abbiamo la rosa talmente forte e completa che Raspadori, Traore non sono alternative ma sono titolari. Hanno un'età diversa, hanno una gestione diversa rispetto a un 28enne o 30enne ma la squadra ha dimostrato di poter sopperire ad assenze pesanti vedi Milano con l'Inter e superare quel momento in maniera brillante, poi a volte ci perdiamo nel non essere maturi ma questo ci sta".

GIOVANI - Come non ci sta che alcuni giovani, come Boga e Traorè, a volte non entrino come dovrebbero. De Zerbi li ha catechizzati e si aspetta molto da loro. "Spero che dopo il 'confronto' post-Torino, abbiano intrapreso intrapreso la strada di diventare più maturi e affidabili, lo spero per loro e per le loro carriere perché sono dei talenti naturali ma devono andare a completarsi, non tanto come calciatori dal punto di vista tecnico-tattico ma come professionisti, come mentalità, come costanza di impegno, rendimento, atteggiamento. E questo non lo devono a me o al Sassuolo, lo devono a loro stessi per primo, perché se fanno quello step in avanti nessun obiettivo è precluso, vedi Locatelli, Ferrari, la crescita di Muldur in questo anno e mezzo, è una cosa che loro devono cercare innanzitutto per loro stessi prima che per me o per il Sassuolo".