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De Zerbi: “L’obiettivo è raggiungere il Milan. Potevamo chiuderla prima e segnare di più”

Il Sassuolo si impone all'Olimpico e mostra i muscoli in vista del rush finale per l'Europa League.

Redazione Il Posticipo

Il dado è tratto. Il Sassuolo vince a Roma e cala il poker di vittorie consecutive mostrando i muscoli in vista del rush finale per l'Europa League. De Zerbi batte Inzaghi per la prima volta in carriera. Il tecnico del Sassuolo analizza la sfida ai microfoni di Sky Sport.

PERSONALITÀ - I neroverdi mostrano quella personalità tanto richiesta dal tecnico. Vittoria in rimonta giocando sugli errori degli avversari. "Questa è una grande vittoria, di tutto il Sassuolo. Se ne cambiamo nove e facciamo una grande partita a Roma con la Lazio significa che si lavora bene e tutti spingono verso la stessa direzione. Con più convinzione avremmo segnato di più e chiuderla prima, ma non posso lamentarmi. L'obiettivo adesso è raggiungere chi sta davanti a noi. Il Milan. Il calcio è bello perché si è tutti uguali. Spingiamo forte".

STEP - Ormai non ci si può nascondere. Pareggio a San Siro, vittoria all'Olimpico. Un verdetto che certifica la crescita, soprattutto dal punto di vista mentale, della squadra neroverde che si gode la prima vittoria di prestigio. "Non dobbiamo avere paura né essere presuntuosi. Noi non pensiamo di essere più bravi, ma consapevoli che possiamo vincere. Qualche anno fa in questi stadi ho preso sei gol, certo venire qua con Boga e Caputo è più facile ma essere competitivo qui, mi dà piacere e orgoglio. Sono geloso della squadra, è anche un po' mia e mi lego ai giocatori perché spesso l'aspetto umano fa la differenza. E non voglio lasciarla".

COSTANTE - Il Sassuolo ha una identità: gioca in modo costante. "Giocare a porte chiuse e senza pubblico ci porta tutti alla pari, ma spero che questo livello di personalità si possa vedere anche davanti ai tifosi. Ci mancava l'aspetto mentale. Era quello su cui abbiamo lavorato di più. La squadra è migliorata nella sua globalità. La sconfitta con l'Atalanta, paradossalmente è stata fondamentale per farci capire che eravamo cresciuti. Sono fortunato ad allenare una squadra di professionisti che vogliono migliorarsi. Adesso ci credono anche loro e spingono sempre al massimo anche in allenamento".