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De Zerbi, ko e lite sfiorata con Frank: “Tutto chiarito. La sconfitta? Se si tira 21 volte senza segnare…”

De Zerbi, ko e lite sfiorata con Frank: “Tutto chiarito. La sconfitta? Se si tira 21 volte senza segnare…” - immagine 1
Il tecnico KO con il Brentford.

Redazione Il Posticipo

Londra si conferma "nemica" per il Brighton che perde la sua terza partita su quattordici di Premier nella capitale inglese. Dopo le sconfitte con Fulham e Tottenham è arrivato il ko con il Brentford. Un 2-0 che non farà piacere a Roberto de Zerbi. L'allenatore, con due sconfitte e un pareggio, entra nella storia del club dalla porta sbagliata. Il tecnico italiano è il primo della storia della società dell'East Sussex a non riuscire a vincere nessuna delle sue prime tre partite di campionato in carica, eguagliando così Barry Lloyd, riuscito nella "impresa" nel febbraio 1987. Di consolante, però, è che la gestione Lloyd è durata sei anni.  L'allenatore ha espresso la propria frustrazione ai microfoni di Skysports.

CONCRETIZZARE

Ancora una volta al Brighton è mancato il gol e la precisione nell'ultimo passaggio. "La squadra ha costruito tante occasioni da gol ma non siamo mai riusciti a trovare la porta. Non c'è molto da aggiungere, per vincere una partita di calcio occorre segnare. E non ci siamo riusciti nonostante i 21 tiri verso la porta avversaria. In ogni caso ho avuto la sensazione che la squadra sia stata sempre in partita, pur commettendo degli errori sul tiro, sull'ultimo passaggio e nei cross. E siamo arrivati troppe volte in ritardo sulle seconde palle. Ma questa è la strada giusta. Dobbiamo migliorare, imparare, capire".

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LITE

La sfida ha lasciato in eredità anche una scaramuccia con Thomas Frank. Un malinteso chiarito nel post gara. "Non c'è stato alcun reale problema fra di noi. Semplicemente non mi piace che un altro allenatore tocchi uno dei miei giocatori. Né apprezzo che si parli con qualcuno dei miei in campo. Non è un atteggiamento che gradisco perché durante la mia carriera io non ho mai cercato di parlare o di toccare chi era in campo con la maglia avversaria".