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De Zerbi: “Calciatori coraggiosi, ma è la FIFA a dover inviare messaggi e non lo ha fatto”

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De Zerbi a tutto campo, fra Premier League e Mondiali. Il tecnico del Brighton ha parlato della sua esperienza oltremanica e ha offerto il proprio punti di vista sui mondiali in Qatar  ai microfoni di Rai Sport. DIFFERENZE La Premier lo ha...

Redazione Il Posticipo

De Zerbi a tutto campo, fra Premier League e Mondiali. Il tecnico del Brighton ha parlato della sua esperienza oltremanica e ha offerto il proprio punti di vista sui mondiali in Qatar  ai microfoni di Rai Sport.

DIFFERENZE

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La Premier lo ha conquistato, complice anche un lungo stop dopo l'esperienza in Ucraina. "Ero un po' in astinenza da calcio. In Inghilterra sto vivendo una esperienza per migliorarmi e crescere ma sono e resto italiano ed orgoglioso di esserlo. La Premier è un campionato un po' differente rispetto al calcio di casa nostra. Di sicuro la passione negli stadi è molto più forte e si avverte anche in campo. Entusiasmo che contagia  anche i calciatori. Qui vivono l'impegno della partita in modo differente. Hanno meno pressione legata al raggiungimento a tutti i costi del risultato e di conseguenza c'è un maggior gusto nel giocare a calco. Si pensa molto di più ad attaccare, anche quando, per come consideriamo il calcio in Italia, non ci sarebbero le condizioni per puntare la porta avversaria".

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MONDIALI

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Inevitabile parlare anche dei mondiali. Iran - Usa era una sfida molto sentita, al di là dell'aspetto calcistico. "Ho vissuto in Ucraina e certe dinamiche e credo che per l'Iran sia stata una partita molto difficile. Dai loro volti, all'inizio della partita, si percepiva una tensione che non era solo legata all'evento sportivo. E in effetti vivono una situazione che va al di là di una semplice partita di calcio". Questi mondiali hanno generato molte discussioni. E De Zerbi ha le idee molto chiaro su chi debba assumersi le responsabilità. "I calciatori sono stati coraggiosi nel mandare i messaggi, ma è la FIFA a doverli inviare e non credo sinceramente che in questo Mondiale lo abbiano fatto. Decidere di ammonire chi voleva indossare la fascia arcobaleno è davvero un qualcosa di brutto. Il club ha invitato dei bambini ucraini all'allenamento. Ho avuto piacere ad averli ospitati. Sono molto sensibile al riguardo, è un popolo orgoglioso e spero che possano ritrovare serenità".