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De Zerbi: “Amo allenare il talento. A Sassuolo sto bene, si può ripercorrere la strada dell’Atalanta”

Il tecnico del Sassuolo parla anche del suo futuro che non è necessariamente lontano dai colori neroverdi.

Redazione Il Posticipo

Roberto De Zerbi, il Coronavirus, il calcio e il futuro. Il tecnico del Sassuolo vive una situazione parecchio particolare. Passa il suo isolamento nella sua città natale, a Brescia e vive pienamente il dramma legato alla diffusione del Covid-19. Le sue dichiarazioni a casa sky sport.

COINVOLTO - Il tecnico del Sassuolo è originario e vive a Brescia.  "Abito vicino all'Ospedale. La situazione è tragica. Con i giocatori ci sentiamo sempre al telefono. Chi vive da solo, ci preoccupa. Gli stiamo vicino come possiamo, ma gli siamo tutti vicini. Noi come squadra vorremmo tornare in campo, ma rispettando la salute e questo periodo che ha portato così tanti morti. Cerchiamo di non anteporre gli interessi personali. Non è un problema giocare ad Agosto né ridurmi lo stipendio. Ho sempre avuto la fortuna di allenare calciatori intelligenti. Personalmente mi ritengo un privilegiato, al Sassuolo c'è uno spessore umano altissimo. Adesso non è il momento di parlare di rinnovi o altro, ma certamente ci sto bene e devo essergli riconoscente così come lo sono al Foggia e al Benevento".

CAMPO -  Da allenatore, De Zerbi ama il calcio offensivo. Lui, che comunque era un "10" niente male. "L'unica cosa in comune con Totti è che anche io avrei fatto il benzinaio. Ero un calciatore da colpi, intuizioni, tecnica. Non ero certo un maestro nell'adattarmi alle richieste dell'allenatore. Le aspettative che avevo e il carattere mi hanno condizionato. Sono stato sempre malato di calcio, chiedevo sempre spiegazioni ai tecnici forse la scintilla è nata lì. O forse perché ho giocato d'anticipo. Prima che qualcuno mi dicesse di smettere l'ho fatto mi sono messo a studiare". Forse per questo oggi è un allenatore così esigente. "Mi piace molto allenare il talento. E quando mi dicono che un giocatore sia particolare a livello caratteriale sono ancora più voglioso di allenarlo e conoscerlo. Non basta essere stato calciatore per allenare, ma averlo fatto come me, che mi sono scontrato spesso con i tecnici, mi aiuta a prevenire e gestire alcune situazioni. Nel calcio si fa presto a appiccicare delle etichette".

IDEA - De Zerbi è un uomo di campo. Ama allenare. "Ho una squadra forte, che mi rende felice di allenarla. Hanno tanti margini di miglioramento. In molti sono giovani e mi stimola parecchio portarli a un punto più alto di dove li ho presi. Boga ha margini di miglioramento ma gli servono ancora un paio di anni al Sassuolo.  Lo scouting sceglie sempre giocatori di qualità altissima"

FUTURO - C'è tempo anche per parlare del futuro. Non per forza lontano da Sassuolo. "Sono ambizioso ma non ho ansia di andare via. Ci sono tanti allenatori che stimo, ma credo che Guardiola abbia rivoluzionato il calcio. Non si gioca, però, solo per estetica e piacere. I risultati contano, ma c'è modo e modo di raggiungerli. Io lo ricerco attraverso il gioco". Possibile ripetere il miracolo Atalanta. "Loro hanno lavorato sulla mentalità. Noi potremmo riuscirci. Sassuolo, intesa come squadra e società, ha tutte le possibilità di percorrere la strada che hanno scelto a Bergamo sia a livello economico che di strutture".