Juventus, il D-Day di Allegri: Douglas Costa e De Sciglio

È il D-Day della Juventus. Napoli è la partita della svolta. La Signora è tornata più elegante che mai e pronta a riprendersi lo scettro.

di Redazione Il Posticipo

La Juventus sboccia in inverno. Come spesso accade, Allegri trova la quadra dopo una partenza a fari spenti. Il tecnico toscano ricalca il solito canovaccio. La sua Juventus ha sempre bisogno di un po’ di rodaggio. Qualche colpo di tosse, un paio di sgasate a vuoto. Poi, quando è messa punto, parte e non la si riprende più. La partita della svolta è arrivata, puntuale, sul finire di novembre. Il Crotone, seguito dal Napoli. Cambio di modulo e di atteggiamento. É il D-Day, che premia due interpreti, probabilmente i simboli dell’ennesima rivoluzione allegriana: Douglas Costa e Mattia De Sciglio.

La meritata fiducia di Allegri in De Sciglio

De Sciglio, dopo un inizio complicato, ha ritrovato fiducia. All’inizio forse condizionata, ma sufficiente per dimostrare che i soldi spesi per lui non sono buttati. Allegri, su di lui, ci ha messo la faccia. Lo ha chiesto e ottenuto, anche a una cifra importante. 12 milioni di euro. Troppi? Mattia De Sciglio può stare benissimo nella rosa della Juventus. E può giocare titolare. Del resto, quanti sono, e soprattutto a quel prezzo, gli esterni bassi capaci di garantire qualità e quantità? De Sciglio non è Dani Alves ma offre più garanzie fisiche e comportamentali. E adesso nulla esclude che possa tornare ai livelli di quattro-cinque anni fa, quando chiunque avrebbe aperto i cordoni della borsa pur di acquistarlo.La carta d’identità è dalla sua parte, così come le qualità: è giovane, ambidestro, versatile, capace di giocare a destra e sinistra. Non è, né sarà il nuovo Maldini, ma neanche l’ultimo dei terzini.

La rivincita di Douglas Costa

La trasferta di Napoli è il D-Day anche per Douglas Costa, che stava scivolando pericolosamente nelle gerarchie sino a trasformarsi in oggetto misterioso. Nel modulo ad albero di Natale, invece, il brasiliano esalta le proprie qualità: Allegri, sino a poche settmane fa si fidava poco. Pur riconoscendo il talento del brasiliano, non era soddisfatto di ciò che riusciva a dare alla squadra dal lato tattico. Beh tutto sommato non era difficile prevedere la necessità di un periodo d’ambientamento al calcio italiano per un esterno monopiede mancino che salta con facilità l’uomo, ma difende poco. Tanta fantasia, poca copertura, raro sacrificio. Sulla fascia, in Italia, si fatica. E lo sforzo difensivo a Douglas Costa pesa. Serviva una soluzione che salvasse calciatore e investimento. Allegri l’ha trovata in casa con il Crotone, ma era necessaria una controprova. Che è arrivata nella notte più importante. E adesso la sensazione è che la Juventus potrà godersi il miglior Costa.

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