De Ligt si confessa: “Dopo la partita contro l’Atletico ho pensato ‘questo non sono io’”

De Ligt si confessa: “Dopo la partita contro l’Atletico ho pensato ‘questo non sono io’”

Il peso di un cartellino costoso, ma anche quello delle aspettative di compagni, tifosi e avversari. I primi mesi a Torino di Matthijs de Ligt non sono stati semplicissimi. E il centrale di Sarri lo ha spiegato in un’intervista a Fox Sports.

di Redazione Il Posticipo

Il peso di un cartellino costoso, ma anche quello delle aspettative di compagni, tifosi e avversari. I primi mesi a Torino di Matthijs de Ligt non sono stati semplicissimi. Adattarsi al campionato italiano non è facile, così come non lo è ritagliarsi uno spazio in una rosa competitiva come quella bianconera. E il centrale di Sarri ha spiegato tutto questo in un’intervista a Fox Sports en Zeist.

CRITICHE – Le critiche nei suoi confronti non sono mancate, in particolare dopo il match di Champions contro l’Atletico. Ma il primo ad essere deluso era proprio l’olandese. “Dopo la partita contro l’Atletico in Champions League mi sono detto: questo non sono io, non sono il giocatore che conosco. Ma dopo quel match ho cominciato a giocare con più fiducia in me stesso e a migliorare”. Certo, quando si è uno dei difensori più pagati della storia, le aspettative sono alte. Ma è meglio non pensarci troppo…“Ovviamente si tratta di un trasferimento molto costoso e io non voglio commettere errori. Ma non è un qualcosa a cui devo pensare, anzi non ho mai giocato considerando questo fattore”.

INTER – Pian piano comunque l’olandese si sta adattando e sta trovando spazio e buone prestazioni. “Sono già un calciatore diverso, anche rispetto alla pausa precedente. Dopo la partita contro l’Estonia credo di aver giocato sei partite, cinque delle quali sono state buone o molto buone. Posso dire che mi sto abituando, ma devo comunque migliorare”. E poi c’è stato il derby d’Italia, condito da un errore costato un rigore. Ma lo scontro con i nerazzurri è piaciuto al centrale. “La partita è stata una battaglia, una lotta ad altissima intensità. Il confine tra giocare bene e giocare male è molto sottile, ma sfortunatamente la vita del difensore è questa. Partite come quella contro l’Inter sono fantastiche per valutare la propria forza, anche se non si giocano tutte le settimane. Ma cerco di imparare dai miei errori”. Come il rigore concesso? “Non ho sentito il contatto con la palla, ho sentito che mi ha preso il costato, ecco perchè ho chiesto la VAR, ma l’arbitro ha visto e ha deciso che era rigore. E non ho potuto fare altro che accettarlo”.

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