De Jong racconta il “suo” Mancini: “Con lui avevo un rapporto di amore-odio, ma è stato un grande allenatore”

Che succede quando due personaggi simili si incontrano? O ci si prende o…ci si scontra. Vie di mezzo, non pervenute. Nigel De Jong è sempre stato un tipo senza troppi fronzoli. Al Manchester City, però, l’olandese ha trovato qualcuno in grado di tenergli testa: l’attuale CT della nazionale italiana, Roberto Mancini.

di Redazione Il Posticipo

Che succede quando due personaggi simili si incontrano? O ci si prende o…ci si scontra. Vie di mezzo, non pervenute. Nigel De Jong è sempre stato un tipo senza troppi fronzoli. Un centrocampista di rottura, più adatto a non far giocare gli avversari che ad aiutare i suoi in fase di costruzione. La sua carriera parla chiaro, soprattutto ripensando al numero di cartellini ricevuti e a quella che è forse la sua…più celebre interpretazione, il fallaccio a Xabi Alonso nella finale dei mondiali del 2010. Al Manchester City, però, l’olandese ha trovato qualcuno in grado di tenergli testa: l’attuale CT della nazionale italiana, Roberto Mancini.

PASSIONE – Mancio è riuscito a riportare il club mancuniano alla vittoria, ma con De Jong non sono state tutte rose e fiori. Lo ammette candidamente il centrocampista classe 1984 in una diretta su beIN Sports con alcuni ex compagni ai tempi del City, tra cui Hart, Dzeko e Toure. Parlando del tecnico italiano, tutti quanti (compreso il romanista) hanno spiegato che ci sono stati momenti complicati, con rabbia reciproca tra il tecnico e la squadra. Ma tra tutti, l’olandese è quello che ha avuto ha avuto parole…sibilline. “Ci mette passione nel calcio, è appassionato di se stesso e gli piace vincere. E in generale, ripensandoci ora, per me è stato un grande allenatore”.

AMORE-ODIO – Due caratteri simili, che non potevano fare a meno di scontrarsi. Ma alla fine, i risultati sono arrivati e persino De Jong non può non sottolineare la capacità di Mancio di mettere su un’ossatura che poi negli anni ha portato molti successi al City. “Con lui avevo un rapporto di amore-odio, perchè abbiamo entrambi un ego molto grande, abbiamo molto da dire e lo facciamo senza problemi. Quindi ci siamo scontrati spesso. Ma l’ho sempre rispettato per il lavoro che ha fatto il City e anche per aver creato una squadra che ha saputo vincere. È un personaggio molto focoso, ma ad essere onesti ha sempre tenuto la squadra compatta”. Anche…urlando a volte…

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