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De Jong: “Parlo poco con Messi, e non gli dico certo dove deve giocare…”

Il centrocampista del Barcellona parla dei suoi primi mesi in Catalogna: focus su ambientamento, modo di giocare e... rapporto con la Pulce.

Redazione Il Posticipo

De Jong, primi mesi a Barcellona. Quanto basta per percepire le differenze fra il calcio spagnolo e quello olandese. E La scuola è simile, ma l'interpretazione del ruolo è differente. Così come la concorrenza. Molto della sua vita è cambiato, in Catalogna. L'ex Ajax, come riportato da AS, parla della sua nuova esperienza.

AMBIENTAMENTO - L'ambientamento non è stato così complicato: "Non so cosa pensino gli altri, ma io non mi sento una star. A Barcellona mi trovo benissimo, il tempo è sempre bello, ci sono degli ottimi ristoranti. E naturalmente in tanti vogliono venire a trovarmi. Ho sentito parlare delle distrazioni, mi hanno avvertito, ma io so benissimo cosa mi è necessario. Le Ramblas le ho visitate prima di giocare a calcio. Ho trovato uno spogliatoio unito e molto simpatico. Abbiamo un gruppo WhatsApp. Pensa che l'amministratore sia Gerard Piqué".

IN CAMPO - In campo, non è servito molto tempo per imposti. Anche cambiando modulo e allenatori. "In Olanda giocavamo con due centrocampisti a controllo del gioco. A Barcellona, ​​ con uno solo. Quindi la mia posizione precedente non esiste affatto. Ovviamente devo adattarmi e non lo vedo davvero come un problema, gioco quasi tutte le partite. Se sei un buon giocatore, devi assicurarti di poter rendere in più posizioni diverse. Penso che possa dare il meglio di me quando ricevo molti palloni, partecipando alla costruzione del gioco".

MESSI - Non poteva mancare la domanda sulla relazione con Messi: "Tutti vogliono saperlo. Qualche volta parlo anche con lui, ma di certo non mi siedo a fianco per spiegargli come si gioca il calcio in profondità. Nelle nostre conversazioni è lui ad indicarmi le sue preferenze. Di certo non sarò io a dirgli come  e dove voglio che giochi".