David De Gea, da eterna promessa a uomo dei miracoli

David De Gea, da eterna promessa a uomo dei miracoli

Il Manchester esce dall’Emirates con i tre punti nonostante quasi venti tiri in porta dell’Arsenal. Come? Grazie a De Gea, che finalmente pare essere diventato il grande portiere che tutti pensavano potesse essere.

di Redazione Il Posticipo

Probabilmente si era stancato anche lui di passare da eterna promessa. Di essere potenzialmente considerato un grandissimo portiere, senza però mai riuscire a dimostrarlo a pieno. E c’è stato un momento in cui anche lo United sembrava aver perso le speranze. A Old Trafford si cominciava a pensare che Sir Alex su di lui si fosse davvero sbagliato. Che sì, senza dubbio David De Gea era un estremo difensore di buon livello, ma che troppe amnesie lo avrebbero condannato ad un’aurea mediocritas. Portiere, sì, ma non da top club. Ma Ferguson non sbaglia (quasi) mai. E a ventisette anni lo spagnolo si sta divertendo un mondo a smentire tutti.

Lo United passa all’Emirates nonostante un assedio dei Gunners

Basterebbe guardare la pazzesca doppia parata che salva il Manchester da un uno-due dell’Arsenal particolarmente inatteso. Prima si getta all’angolo basso per intercettare una conclusione di Lacazette da distanza ravvicinata. E poi, mentre sembra solo questione di attimi prima che Sanchez porti il match sul 2-2, De Gea ha la prontezza mentale e i riflessi di allungare la gamba da terra, quanto basta per respingere il tap-in. È un miracolo sportivo. E sulle ali dell’entusiasmo, lo United si porta a casa la partita dell’Emirates per 1-3, nonostante un rosso diretto per Pogba (che salterà il derby contro il City di Guardiola). Ma, soprattutto, in barba alle statistiche:  solo il 27% di possesso palla, 12 corner a 1 per i Gunners e ben 19 tiri subiti.

Quattordici parate per De Gea

Come si può uscire indenni da un tale assalto se non schierando quello che con tutta probabilità è attualmente il miglior portiere al mondo? Quattordici parate, roba da Holly&Benji. E De Gea, che fino a un paio di anni fa a Manchester più di qualcuno avrebbe venduto al miglior offerente, ora è la chiave di volta di una squadra che schiera altre individualità di livello, come i Lukaku, i Pogba o gli Ibrahimovic. Ma nessuno, neanche il colosso di Malmö o il francesino ex Juventus, ricopre un ruolo così importante per l’economia del club. Nove reti subite in quindici partite, nove volte ha chiuso i novanta minuti imbattuto. E ora la statistica generale con il Manchester United parla di 289 partite e 287 reti subite. Meno di una per match. Ora sì che si comincia a ragionare.

E ora il Real Madrid può solo sognarlo

E ragiona anche qualcun altro, quel Real Madrid a cui l’ex estremo difensore colchonero è spesso stato accostato. I Blancos cercano un portiere spagnolo che possa sostituire degnamente il mito Casillas, forse perchè Keylor Navas, nonostante gli ottimi risultati, non è abbastanza Galactico. E chi meglio del titolare delle Furie Rosse? Ma il club della capitale spagnola ha perso l’attimo. Ha titubato troppo quando avrebbe potuto regalarsi De Gea a condizioni favorevoli. Parliamo del 2015, quando sembrava tutto fatto, ma non si è fatto in tempo a ratificare l’affare nell’ultimo giorno di mercato. Un ritardo inspiegabile, se davvero il portiere fosse stato un obiettivo imprescindibile. E quindi il Real ha mollato la presa. Non ha avuto fiducia.

Cosa che lo United ha dimostrato di voler concedere a De Gea, sebbene con un po’ di riluttanza, soprattutto nei primi anni a Manchester dell’ex Atletico Madrid. Ma ora la volontà dei Red Devils di affidarsi al ragazzone classe 1990 sta pagando eccome. E nonostante qualche apertura degli agenti del giocatore, Mourinho è stato chiaro, David non si tocca. E partite come quelle dell’Emirates spiegano il perchè.

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