De Ceglie, parola di juventino: “Con Cristiano è più facile vincere la Champions, ma non basta…”

Un sogno fatto in casa, cullato quando era solo un ragazzino e diventato realtà in uno dei momenti più difficili della storia bianconera. Paolo De Ceglie e la Juventus sono cresciuti insieme e insieme hanno vinto. Da allora un po’ di tempo è passato, ma ciò che è stato resterà indelebile nella seconda vita di “Paolino”.

di Simone Lo Giudice

La Juve dopo Conte

(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)
(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Come è stato il suo rapporto con Massimiliano Allegri?
Quando è arrivato Allegri io non c’ero perché ero a Parma. L’ho avuto solo per sei mesi quando sono rientrato dal prestito. Mi sono trovato bene con lui, ma l’ho potuto vivere poco come allenatore.

Che cosa ricorda della sua ultima stagione alla Juve?
Preferisco parlare di altro. Sul mio periodo finale alla Juve non c’è niente da raccontare perché non ho giocato. C’è poco da dire.

Lei ha avuto un bel legame con Chiellini: quando non c’è stato, la sua assenza si è fatta sentire?
Stimo tantissimo Giorgio dentro e fuori dal campo. Oltre a essere un grande giocatore oggi è un po’ l’anima della squadra, è uno degli ultimi sopravvissuti del vecchio gruppo. In questo momento è un giocatore imprescindibile.

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Quale esperienza lontana dalla Juve ricorda con più piacere?
Quella di Parma e la metto subito dopo quella con la Juve perché lì ho trovato una città e una società grandi, nonostante le difficoltà della stagione 2014-15 finita col fallimento. Parma merita di stare in Serie A e di avere una società che ci tiene e che vuole investire nel calcio. A Parma sono stato veramente bene.

Col Parma ha segnato una doppietta all’Inter: è stato uno dei momenti più belli della sua carriera?
Sicuramente sì, da juventino fare due gol all’Inter è tanta roba… Quel risultato è stato importante per tutta la squadra perché stavamo affrontando un momento un po’ buio. Quella vittoria con l’Inter per 2-0 ci ha ridato ossigeno e tanta soddisfazione.

(Photo credit should read HOANG DINH NAM/AFP/Getty Images)
(Photo credit should read HOANG DINH NAM/AFP/Getty Images)

Come è stato il suo rapporto con la Nazionale?
È l’unico rammarico della mia carriera perché ho fatto la trafila delle giovanili, ho giocato alle Olimpiadi, ma quando ho avuto la possibilità di essere convocato nella Nazionale maggiore purtroppo non ce l’ho fatta per un brutto infortunio. Non sono riuscito a raggiungerla, anche se era a portata di mano: mi dispiace tanto per questo.

Lei è un grande appassionato di musica: le ha dato una mano in alcuni momenti della sua carriera?
La mia passione principale è sempre stata il calcio che poi è diventato la mia professione, la seconda la musica: ne ho sempre fatta un po’ negli anni. Ogni essere umano ha le sue passioni e io non faccio eccezione.

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