De Biasi: “Spadafora non ha dimestichezza con il calcio. Serve comprensione, non occhio di riguardo”

L’ex commissario tecnico dell’Albania parla della possibile ripartenza del campionato e delle misure da prendere.

di Redazione Il Posticipo

Gianni De Biasi, ex ct dell’Albania, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio, parlando, fra le altre cose, della possibile ripartenza di questa stagione e di tutto ciò che ruota intorno a un momento particolarmente delicato non solo da un punto di vista sportivo.

RIPARTENZA – Il tecnico ritiene che la pandemia influenzerà e cambierà molte abitudini: “Qualsiasi cosa si decida, penso ci si possa adattare. In fondo parliamo di ragazzi di 20-30 anni. Per rimettersi fisicamente in carreggiata ci vuole poco. Piuttosto servirà capire se in alcune città sia stato superato il trauma di migliaia di persone che sono venute a mancare. Io stesso avevo una paura tremenda che ai miei familiari potesse succedere qualcosa di brutto”.

GESTIONE – Servirà comunque un piano condiviso. “Credo che chi guida lo sport abbia una conoscenza relativa su ciò che ruota intorno al calcio. Ci sono realtà in cui gli atleti potrebbero tranquillamente allenarsi a gruppi. L’ideale sarebbe sottoporre a tutti il tampone, altrimenti si rischiano contagi. E comunque non si può dire che gli allenamenti di sport individuali siano consentiti e quelli di gruppo no. Andare al parco è anche peggio”. De Blasi si espone anche sul Ministro dello Sport. “Secondo me Spadafora non ha gran dimestichezza con il mondo del calcio. Lui è Ministro dello Sport e  deve considerare tutto a 360 gradi senza distinzioni di sorta. Ma credo che ci sia  modo e modo di approcciarsi al calcio, che tiene in piedi tutti gli altri sport. Non serve un occhio di riguardo, ma comprensione”.

RISORSA – Il calcio, del resto, è una industria. De Blasi ne è consapevole. “Si vivono tante forme di emergenza. Non solo quella della salute, ma anche quella di mettere nelle condizioni migliori possibili un movimento che genera risorse e paga una montagna di tasse allo Stato. Sarebbe il caso di valutare più opzioni in maniera oculata, senza posizioni oltranziste e con un minimo di logica”.

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